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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18714/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Laura Giacomini ha impugnato la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per numerosi episodi di appropriazione indebita aggravata commessi durante il rapporto di lavoro con lo Studio Tributario Italiano. Il ricorso in Cassazione articolava tre censure principali: 1) nullità della richiesta di rinvio a giudizio e degli atti consequenziali per mancata prova della conoscenza del processo da parte dell'imputata (riferimento alla riforma "Cartabia"), 2) erronea determinazione del trattamento sanzionatorio alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 46/2024 che aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del minimo edittale dell'art. 646 c.p., e 3) vizio di motivazione e travisamento della prova in ordine alla responsabilità (contestazione fattuale e logica della ricostruzione dei giudici di merito).

La decisione

La Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi relativi alla nullità del rinvio a giudizio e al vizio di motivazione (perché o generici o perché implicano una rivalutazione del fatto e delle prove non consentita in sede di legittimità). Tuttavia il ricorso è stato ritenuto fondato quanto al secondo motivo: la Corte ha rilevato che la sentenza della Corte Costituzionale n. 46/2024 ha reso più favorevole la cornice edittale per il reato di appropriazione indebita e che i giudici di merito si erano attestati sul minimo edittale; ne consegue che la commisurazione della pena deve essere riesaminata alla luce della cornice previgente. Perciò la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per un nuovo giudizio sulla pena. Il resto della sentenza (accertamento della responsabilità, risarcimento civile ecc.) è stato dichiarato definitivo e il ricorso inammissibile per le censure residue. Inoltre la Cassazione ha condannato la Giacomini alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    "da due a cinque anni" anziché "fino a cinque anni"

    La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la parte che fissava un minimo edittale elevato; la conseguenza in Cassazione è che i giudici del merito devono ricalcolare la pena alla luce della cornice edittale più favorevole risultante dalla declaratoria di incostituzionalità

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel giudizio di merito per giustificare il giudizio in assenza: il Tribunale aveva proceduto in absentia perché la difesa aveva eletto domicilio e non ha allegato elementi idonei a dimostrare "incolpevole ignoranza" del processo

  • D. Lg.vo 150/2022

    Riferimento alla riforma (c.d. riforma Cartabia) che ha introdotto nuovi parametri/processuali richiamati nella questione della conoscenza del processo; la Corte segnala che la difesa non ha provato l'incolpevole ignoranza prevista dalle nuove norme

  • art. 23 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla riduzione della cornice edittale operata dalla Corte Costituzionale: la cancellazione del minimo conduce alla riespansione della regola generale ex art. 23 e impone la rivalutazione della pena

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Richiamati in relazione al principio di individualizzazione della pena: la modifica della cornice edittale incide sulla congruità della pena concretamente inflitta e può comprometterne la legalità in assenza di nuova commisurazione

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Menzionato come riferimento giurisprudenziale: la Corte ricorda che anche le pene concordate vanno riesaminate alla luce di una successiva intervenuta illegittimità della cornice edittale

Massime di principio

  • La Cassazione non può rimettere in discussione la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito: i motivi che richiedono una nuova valutazione probatoria sono, in linea di principio, inammissibili in sede di legittimità.
  • Se la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale una parte della cornice edittale, i giudici del merito devono ricalcolare la pena alla luce della disciplina più favorevole; la sentenza può essere annullata e rinviata solo per il punto relativo alla commisurazione della pena.
  • Un procedimento celebrato in absentia può essere legittimo quando l'imputato ha nominato difensore e ha eletto domicilio presso il relativo studio; grava sulla difesa l'onere di allegare elementi che provino uno stato di incolpevole ignoranza del processo.
  • Le censure generiche o non adeguatamente motivate (es. semplici affermazioni di illogicità o congetture) sono destinate ad essere respinte in Cassazione.
  • Una vittoria parziale in Cassazione (es. annullamento limitato alla pena) non comporta necessariamente l'annullamento dell'accertamento della responsabilità: la decisione può consolidare la responsabilità sostanziale e modificare solo l'aspetto sanzionatorio.
  • In presenza di pronunce costituzionali sopravvenute che incidono sui parametri sanzionatori, anche accordi sulle pene o sentenze passate potrebbero richiedere rivalutazioni, salvo regime di stabilità per i giudicati; la giurisprudenza richiede attenzione agli effetti ex tunc della declaratoria.
  • La parte civile può ottenere la condanna alle spese di rappresentanza anche se la Cassazione annulla la pena: la conferma della responsabilità e l'inammissibilità degli altri motivi possono comportare l'addebito delle spese al condannato.

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