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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34610/2023 del 08/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'istanza di detenzione domiciliare ex artt. 47 e 47-ter L. 26/07/1975 n. 354 per la presunta sussistenza di una condanna ostativa ai sensi dell'art. 416-bis c.p.; il ricorrente contestava violazione di legge e carenza di motivazione perché il Tribunale non ha operato lo "scioglimento del cumulo" delle pene concorrenti per verificare se la porzione di pena riferibile al reato ostativo fosse già stata integralmente espiata, né ha indicato quali porzioni di pena per il 416-bis risultassero ancora da scontare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendolo. Ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Roma per un nuovo esame, rilevando che il giudice di merito ha omesso il vaglio necessario tramite lo scioglimento del cumulo per accertare se la parte di pena relativa al reato ostativo (art. 416-bis c.p.) fosse stata integralmente espiata. In mancanza di tale accertamento la decisione sull'ammissibilità del beneficio penitenziario non poteva ritenersi adeguatamente motivata.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    art. 47; art. 47-ter; art. 4-bis

    Gli artt. 47 e 47-ter disciplinano la detenzione domiciliare; l'art. 4-bis stabilisce l'elenco dei reati ostativi alla concessione di benefici penitenziari. La Corte ha richiamato che, per valutare l'applicabilità dell'ostatività, è necessario verificare, anche mediante lo scioglimento del cumulo, se la porzione di pena relativa al reato ostativo sia ancora in corso di esecuzione.

  • Codice penale

    Il reato di associazione di tipo mafioso è qualificato come ostativo ai benefici penitenziari; la presenza di una condanna per 416-bis nel cumulo impone un'accurata verifica se la pena relativa a tale titolo sia stata integralmente espiata prima di negare benefici.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)

    Riferito alle condanne per reati in materia di stupefacenti menzionate nel provvedimento di cumulo; utili ai fini del calcolo complessivo delle pene concorrenti in esecuzione.

  • Codice penale

    Norme citate nei provvedimenti di cumulo relativi ad altri reati che concorrono all'esecuzione; rilevanti nella determinazione della pena complessiva e nella verifica della fungibilità fra titoli di condanna.

  • Codice di procedura penale

    Richiamato in relazione a una condanna definita ai sensi dell'art. 444 c.p.p.; contribuisce alla formazione del cumulo da sciogliere per verificare l'esecuzione delle singole porzioni di pena.

Massime di principio

  • Quando è presente un provvedimento di unificazione (cumulo) di pene concorrenti, il giudice deve, se necessario per valutare l'ammissibilità di un beneficio, procedere allo scioglimento del cumulo per verificare se la porzione di pena riferibile a reati ostativi sia stata integralmente espiata.
  • La semplice indicazione che il detenuto ha una condanna per reato ostativo non è sufficiente a dichiarare inammissibile la richiesta di beneficio: occorre motivare in modo specifico quale parte della pena relativa all'ostativo risulti ancora da scontare.
  • Se, a seguito di calcoli (compresi crediti per pre-sofferenza, liberazione anticipata, revoche o nuovi provvedimenti di cumulo), la pena relativa all'ostativo risulta integralmente espiata, l'ostatività viene meno e il beneficio non può essere negato per quella sola ragione.
  • La difesa deve chiedere esplicitamente lo scioglimento del cumulo e la specifica indicazione delle residue pene riferite ai singoli titoli di condanna quando ricorre un provvedimento di cumulo che comprende reati ostativi.
  • La mancata applicazione del principio di cui sopra e la carenza di motivazione costituiscono motivo di annullamento con rinvio da parte della Corte di Cassazione.

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