Cassazione Penale, Ordinanza n. 14314/2025 del 11/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con procedura de plano e senza formalità. Ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello, ma dal testo emerge che la decisione impugnata era stata emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., cioè in sede di pena concordata tra le parti. Il ricorso, formulato in modo meramente assertivo e con evocazione della violazione di legge, è stato ritenuto proposto per motivi non consentiti, poiché avverso una sentenza resa a seguito di concordato sulla pena non sono esperibili le impugnazioni dedotte nel ricorso, in quanto le parti avevano già indicato al giudice la pena da applicare e il giudice aveva aderito alla scelta sanzionatoria.
Norme richiamate
art. 599-bis c.p.p.
La sentenza resa a seguito di pena concordata limita i motivi di impugnazione esperibili; non sono ammissibili ricorsi che esulino dal perimetro consentito rispetto alla scelta sanzionatoria concordata dalle parti e recepita dal giudice.
Massime di principio
- Avverso la sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. le impugnazioni sono fortemente circoscritte: non sono proponibili motivi che contestino la pena concordata quando il giudice abbia recepito la scelta sanzionatoria concordata dalle parti.
- Il ricorso per cassazione è inammissibile se si limita a deduzioni assertive di violazione di legge senza confrontarsi con i limiti legali di impugnabilità propri della decisione resa in sede di pena concordata.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile de plano, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, ove ritenuta dovuta dalla Corte.
Come è indicizzato
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