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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10559/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Padova che, in sede di riesame, aveva confermato il decreto di sequestro preventivo del conto corrente della Vivaldi srls. Il ricorrente, amministratore unico della società, deduceva violazione di legge e difetto di motivazione: il Tribunale non avrebbe evidenziato l'utilità del sequestro perché la società potrebbe aprire un altro conto e reiterare l'illecito; inoltre il provvedimento non avrebbe valutato adeguatamente il pregiudizio arrecato alla società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile ai sensi dell'art. 325, comma 1, c.p.p. Ha ritenuto che l'impugnazione non prospettasse una violazione di legge ma solo vizi logici della motivazione, i quali non sono rimediabili in cassazione salvo che si tratti di vizi così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza e completezza. Il Collegio ha ritenuto invece che il Tribunale avesse adeguatamente motivato il sequestro, indicando che sul conto erano confluite somme provenienti dalla truffa contestata e altre somme potenzialmente riconducibili ad analoghi episodi, giustificando così la finalità impeditiva del sequestro ex art. 321, comma 1, c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    art. 325, comma 1, cod.proc. pen.

    Il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame sui provvedimenti impositivi di misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; non sono sindacabili in cassazione i meri vizi logici della motivazione, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza e completezza.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Riferimento alla fattispecie di vizio motivazionale che, in generale, può costituire motivo di impugnazione; tuttavia, secondo il principio richiamato, la cassazione in questo contesto non è il rimedio adeguato per i vizi logici a meno che non siano così radicali da integrare una violazione di legge.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo ha una funzione impeditiva: può essere disposto quando gli elementi dimostrano che i beni sono riconducibili al reato e sussiste una finalità di impedire l'uso o la dispersione dei proventi del reato. Nel caso concreto, la presenza di somme provenienti dalla truffa sul conto societario e di altre somme potenzialmente riconducibili ad analoghi episodi giustificava il sequestro.

Massime di principio

  • Avverso le ordinanze di riesame che confermano misure cautelari reali, la Corte di Cassazione valuta principalmente le violazioni di legge: i difetti di motivazione devono essere così gravi da configurare un'assenza o un'irrimediabile carenza dell'apparato argomentativo per poter essere esaminati.
  • Il sequestro preventivo è legittimo quando vi siano elementi che dimostrino la riconducibilità di somme o beni al reato e la necessità di impedirne l'uso o la dispersione; il fatto che la società possa aprire un altro conto non esclude l'utilità del sequestro se persistono elementi che collegano i fondi al reato e il rischio di reiterazione.
  • Nelle impugnazioni, contestare la motivazione in termini logici senza mostrare una specifica violazione di norme processuali o un'inspiegabile carenza motivazionale rischia l'inammissibilità e l'addebito delle spese, con possibile sanzione alla Cassa delle Ammende.
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro cautelare è utile puntare su profili di illegittimità formale o violazioni di legge (ad es. incompetenza, difetto di notifica, violazione di specifiche garanzie procedurali) oppure dimostrare concretamente che non sussistono elementi di collegamento tra i beni e l'illecito.

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