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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3876/2023 del 30/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo di ricorso ritenendo che il reato fosse estinto per remissione della querela e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma di condanna per appropriazione indebita aggravata dall'abuso di prestazione d'opera. Il difensore ha dedotto la violazione dell'art. 152 c.p. sostenendo che, alla luce della modifica normativa introdotta dal d.lgs. n. 36/2018 che ha reso l'art. 646 c.p. procedibile a querela, il reato contestato (nella sua forma semplice, senza l'aggravante ad effetto speciale) sarebbe diventato procedibile a querela e quindi, essendo stata rimessa la querela con rituale accettazione, il reato si sarebbe estinto per remissione della querela

Norme richiamate

  • art. 152 cod. pen.

    La norma regola l'estinzione del reato per remissione della querela. La Corte ha ritenuto applicabile l'estinzione per remissione a fronte della querela rimessa con rituale accettazione

  • d.lgs. n. 36 del 2018

    Ha modificato la procedibilità di taluni reati, rendendo l'art. 646 c.p. (appropriazione indebita) procedibile a querela. La Corte ha considerato l'effetto della modifica nel determinare la procedibilità e l'esito della remissione della querela

  • art. 646 cod. pen.

    Norma che punisce l'appropriazione indebita. La decisione distingue tra la fattispecie semplice (ora querelabile, salvo aggravanti che ne cambino la procedibilità) e la presenza di aggravanti ad effetto speciale che possono rendere il reato procedibile d'ufficio

Massime di principio

  • Se una fattispecie di reato, per effetto di una modifica normativa, diventa procedibile a querela e la querela viene rimessa con accettazione formale, il reato si estingue per remissione della querela salvo che sia riconosciuta una causa di procedibilità d'ufficio (es. aggravante ad effetto speciale).
  • È essenziale verificare al momento della decisione quale sia la configurazione di fatto accertata: se la fattispecie accertata non comprendeva l'aggravante che renderebbe il reato procedibile d'ufficio, la remissione della querela estingue il reato.
  • La temporalità è rilevante: occorre accertare l'epoca in cui si applica la modifica normativa e se, alla data rilevante (es. momento della notizia di reato o della citazione), il reato fosse procedibile d'ufficio o a querela. Tuttavia, una volta che la querela è rimessa e correttamente accettata, l'estinzione opera se la normativa applicabile rende la fattispecie querelabile.
  • In caso di dubbio sulla presenza o meno di un'aggravante che incide sulla procedibilità, il giudice deve accertare preliminarmente tale circostanza: se l'aggravante non è provata o non viene riconosciuta, prevale l'effetto estintivo della remissione della querela.
  • Prima di procedere giudizialmente in casi simili conviene sempre verificare: a) la versione della norma applicabile al fatto, b) se esistono aggravanti che incidono sulla procedibilità, c) l'esistenza e la formalità della remissione della querela (e la sua accettazione).
  • L'annullamento senza rinvio per estinzione del reato è la conseguenza tipica quando sussiste l'estinzione per remissione della querela e non vi sono profili da riesaminare in fatto o in diritto che impongano un nuovo giudizio.

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