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Sentenza

Sentenza n. 20/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione - del decreto reso dal Dirigente dello Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Latina in data 4 ottobre 2025, con cui veniva disposta la revoca del nulla osta alla conversione del permesso stagionale già rilasciato in data 12 agosto 2025 nonché per l’annullamento di ogni altro atto, anche non conosciuto dall’istante, sia esso connesso, presupposto, intermedio, conseguente e/o applicativo anche non conosciuto;

Giustizia amministrativa202501051

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia in forza di un nulla osta al lavoro subordinato stagionale, deduceva di essere stato assunto dal datore di lavoro richiedente con contratto a tempo determinato, successivamente prorogato, e di avere presentato istanza di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato. Il nulla osta alla conversione era stato rilasciato, ma successivamente revocato dalla Prefettura, anche perché, alla data di presentazione dell’istanza, il richiedente non era in possesso del titolo di soggiorno da convertire e perché era stato espresso parere ostativo dall’Ispettorato territoriale del lavoro. Il ricorrente deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 24 e 5, comma 4, d.lgs. 286/1998, nonché eccesso di potere, ingiustizia manifesta e carenza o insufficienza della motivazione. Sosteneva che la mancanza del permesso di soggiorno non fosse a lui imputabile, ma dipendesse dall’inerzia dell’amministrazione, che non aveva convocato le parti per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e il perfezionamento del primo ingresso. Invocava inoltre la propria posizione lavorativa, fondata su un contratto ancora vigente. Il TAR rilevava preliminarmente che la costituzione e le deduzioni difensive dell’amministrazione erano tardive ai sensi dell’art. 55, comma 5, c.p.a., mentre la documentazione del procedimento poteva essere esaminata ai sensi dell’art. 46 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ritenendo manifestamente infondati i motivi. Dalla documentazione procedimentale risultava che il nulla osta all’ingresso del ricorrente era stato revocato dall’amministrazione, con provvedimento non impugnato, per l’incapienza reddituale del datore di lavoro e la sua conseguente inidoneità ad assumere lavoratori extracomunitari. Pertanto, la mancata emanazione del permesso di soggiorno stagionale non era imputabile a un semplice ritardo dell’amministrazione: a seguito della revoca del nulla osta all’ingresso erano venuti meno i presupposti per il rilascio del titolo. Ne conseguiva l’impossibilità di convertire un titolo di soggiorno mai rilasciato e radicalmente inesistente. Il contratto di lavoro stipulato non poteva modificare tale conclusione, poiché l’assunzione di lavoratori privi del permesso di soggiorno costituisce illecito penale ai sensi dell’art. 22, comma 12, d.lgs. 286/1998 e non integra una situazione tutelata dall’ordinamento. Il ricorso è stato quindi respinto. Le spese sono state compensate in ragione della materia e della costituzione tardiva dell’amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 24 d.lgs. 286/1998

    La conversione del titolo di soggiorno per lavoro stagionale presuppone l’esistenza di un valido titolo di soggiorno stagionale e dei relativi presupposti normativi.

  • art. 5, comma 4, d.lgs. 286/1998

    Il rilascio o la conversione del permesso di soggiorno richiede la sussistenza dei presupposti previsti dalla disciplina dell’immigrazione.

  • art. 22, comma 12, d.lgs. 286/1998

    L’assunzione di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno costituisce illecito penale e il rapporto di lavoro così instaurato non è considerato dall’ordinamento quale situazione meritevole di tutela ai fini della conversione del titolo.

  • art. 55, comma 5, c.p.a.

    La costituzione e il deposito delle difese dell’amministrazione effettuati oltre il termine previsto non consentono di valorizzare le deduzioni difensive tardive.

  • art. 46 c.p.a.

    La documentazione relativa al procedimento sotteso all’atto impugnato può essere esaminata dal giudice, trattandosi di atti che l’amministrazione è tenuta a depositare.

  • art. 60 c.p.a.

    Il giudizio può essere definito con sentenza semplificata quando, previo avviso alle parti, i motivi risultano manifestamente infondati.

Massime di principio

  • La conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato presuppone l’effettiva esistenza e validità del titolo stagionale da convertire; non è convertibile un titolo mai rilasciato per il venir meno, anche successivo all’ingresso, del nulla osta presupposto.
  • La revoca del nulla osta all’ingresso, se non impugnata, impedisce di ritenere sussistenti i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno stagionale e rende legittima la revoca del successivo nulla osta alla conversione.
  • La stipulazione o la prosecuzione di un rapporto di lavoro non sana l’assenza del permesso di soggiorno quando l’assunzione di uno straniero privo del titolo integra l’illecito previsto dall’art. 22, comma 12, d.lgs. 286/1998.
  • La mancata emanazione del permesso di soggiorno non può essere imputata a inerzia dell’amministrazione quando la sua adozione era comunque preclusa dalla sopravvenuta revoca del nulla osta all’ingresso e dal venir meno dei presupposti sostanziali.
  • Nel giudizio cautelare definito con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., il previo avviso alle parti consente la decisione immediata quando i motivi di ricorso risultano manifestamente infondati.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

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