Cassazione Penale, Ordinanza n. 27683/2026 del 23/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto tardivamente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo sussistente la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità ai sensi della giurisprudenza costituzionale richiamata.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 9 giugno 2025, articolando quattro motivi. Tuttavia, dal testo emerge che la Corte di cassazione ha esaminato preliminarmente solo la tempestività dell'impugnazione e ha rilevato che il ricorso era stato trasmesso il 21 novembre 2025, oltre il termine di legge: la sentenza di appello era stata pronunciata il 9 giugno 2025 e, tenuto conto del deposito della motivazione entro novanta giorni, il termine per impugnare scadeva il 23 ottobre 2025 se l'imputato era presente, ovvero il 7 novembre 2025 anche ipotizzando l'assenza. Per tale ragione il ricorso è stato ritenuto tardivo e quindi inammissibile.
Norme richiamate
La Corte richiama la possibilità di trattazione de plano del ricorso quando l'impugnazione deve essere dichiarata inammissibile, come nel caso di tardività manifesta.
La decisione applica la disciplina del termine per impugnare, calcolando la scadenza in base alla presenza o assenza dell'imputato e al deposito della motivazione.
All'inammissibilità segue la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Corte cost. n. 186 del 2000
È richiamata per fondare la sanzione pecuniaria, subordinandola alla non configurabilità di una totale assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando risulta proposto oltre il termine di impugnazione calcolato sulla base della data di pronuncia della sentenza e del deposito della motivazione.
- Quando la tardività del ricorso è immediatamente rilevabile dagli atti, la Corte può dichiarare l'inammissibilità con procedura de plano.
- Alla declaratoria di inammissibilità consegue, di regola, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo che emerga assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
- Nel controllo sulla tempestività dell'impugnazione, la Corte deve verificare il dies a quo e il dies ad quem alla luce della presenza o assenza dell'imputato e dei termini di deposito della motivazione.
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