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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38788/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato, mediante difensore, ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta responsabilità a titolo di concorso per il porto abusivo di un taglierino: sosteneva che la Corte territoriale avrebbe erroneamente fatto dipendere la responsabilità per il reato autonomo di porto abusivo dall'aggravante dell'uso dell'arma nella rapina, non consentendo di scindere i due profili.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. La Corte di legittimità ha confermato che la motivazione della Corte d'appello è corretta: il ricorrente è stato ritenuto responsabile a titolo di concorso morale perché era consapevole che il coimputato deteneva il taglierino e lo avrebbe utilizzato; tale consapevolezza iniziale è idonea a fondare il contributo morale anche rispetto al reato autonomo di porto abusivo, antecedente alla rapina. Perciò la censura non supera il vaglio di ammissibilità. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • artt. 628 cod. pen. (rapina) e 4 L. 110/1975

    artt. 628, commi primo e terzo n. 1 cod. pen. e 4 L. 110/1975

    La condanna riguarda il reato di rapina aggravata per l'uso dell'arma (art. 628 c.p.) e la normativa sulle armi (L. 110/1975) è richiamata per il profilo dell'aggravante relativo all'uso dell'arma; la Corte ha ritenuto provato l'uso effettivo dell'arma nel contesto della rapina e la rilevanza della detenzione/porto abusivo nel quadro della responsabilità concorrente.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per irrogare la sanzione pecuniaria alla luce della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso; consente la condanna a pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende quando il ricorso risulti infondato per colpa.

  • Giurisprudenza citata (Sez.1, n. 12308 del 14/02/2020, Surace)

    Sez. 1, n. 12308 del 14/02/2020, Surace, Rv. 278698 - 01

    Richiamata per affermare che la consapevolezza iniziale di un concorrente circa il fatto che un altro detiene e intende usare un'arma può fondare la responsabilità morale anche rispetto al reato autonomo di porto abusivo, quando tale condotta abbia rafforzato il proposito del concorrente.

Massime di principio

  • La consapevolezza che un coimputato detiene e intende usare un'arma può integrare concorso morale anche in relazione al reato autonomo di porto abusivo, pur in assenza di una condotta materiale di porto da parte del soggetto consapevole.
  • È possibile che la responsabilità per l'aggravante dell'uso dell'arma nella rapina e la responsabilità per il reato autonomo di porto abusivo siano entrambe fondate quando la sequenza temporale e l'elemento psicologico (consapevolezza e rafforzamento del proposito criminoso) lo giustificano.
  • Per impugnare con successo una condanna fondata su concorso morale è necessario contestare efficacemente la prova della consapevolezza e del contributo psicologico al fatto altrui; mere argomentazioni di scindibilità normativa, senza mostrare l'assenza di tale consapevolezza, sono spesso insufficienti.
  • I ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni ex art. 616 c.p.p.; chi propone ricorso deve valutare il rischio di sanzioni economiche qualora emergano profili di colpa nella lite.
  • Nelle ipotesi di concorso morale, la valutazione è molto dipendente dagli elementi probatori che dimostrano la conoscenza degli eventi e l'intenzione o il rafforzamento del proposito criminoso: l'assenza di un atto materiale non esclude automaticamente la responsabilità.

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