Sentenza n. 3100/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n. 274/25 del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto alla ricorrente il beneficio della carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 274/25 del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, notificata al Ministero il 13 agosto 2025 e passata in giudicato. La pronuncia aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta del docente per 500 euro annui con riferimento agli anni scolastici 2018/19, 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23, per complessivi 2.500 euro. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e ha chiesto l'esecuzione del giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto né documentato l'avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile perché, dopo la notificazione della sentenza, era decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Nel merito ha accertato l'inottemperanza del Ministero, rilevando che la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, che la pretesa economica risultava adeguatamente documentata e che l'Amministrazione non aveva provato l'adempimento. Il ricorso è stato accolto e al Ministero è stato ordinato di accreditare entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza gli importi riconosciuti, detratto quanto eventualmente già pagato. Per il caso di ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con attivazione su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato e adempimento entro i successivi 60 giorni. Il commissario dovrà determinare l'importo residuo e adottare gli atti necessari, senza compenso. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza, attraverso la quale il giudice amministrativo assicura l'esecuzione del giudicato anche formatosi su una sentenza del giudice ordinario.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il ricorso per l'esecuzione nei confronti di un'amministrazione è procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, secondo quanto ritenuto dal giudice.
Massime di principio
- Il giudice amministrativo può conoscere dell'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l'Amministrazione obbligata non abbia adempiuto.
- Ai fini della procedibilità dell'azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione, deve essere decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996.
- La mancata allegazione o documentazione dell'adempimento da parte dell'Amministrazione, a fronte di una pretesa risultante da una sentenza passata in giudicato e adeguatamente documentata, giustifica la dichiarazione di inottemperanza.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione oltre il termine assegnato per l'adempimento, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'istanza del creditore e fissando il termine per l'esecuzione sostitutiva.
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