Sentenza del 17/12/2018 n. 8878 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Irpef - Fatture - Operazioni inesistenti - Costi - Contratti consulenza - Iscrizione albo - Dichiarazione redditi - Legittimià avviso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa fiscale è stata ritenuta legittima: i costi relativi ai contratti di consulenza non sono stati riconosciuti in deduzione, poiché le fatture provenivano da un soggetto privo dell’iscrizione professionale richiesta e fiscalmente non risultante come dichiarante. La contestazione del contribuente è quindi stata respinta.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la deducibilità, ai fini IRPEF, dei costi sostenuti in forza di contratti di consulenza e documentati da fatture. L’Amministrazione ha contestato la reale esistenza o l’inerenza delle operazioni, rilevando che il soggetto emittente le fatture non risultava iscritto all’albo degli avvocati e non aveva mai presentato dichiarazioni dei redditi. Tali circostanze sono state considerate elementi idonei a mettere in dubbio l’effettività delle prestazioni e la genuinità della documentazione fiscale.
Norme richiamate
Norme in materia di deducibilità dei costi ai fini IRPEF
Un costo è deducibile solo se effettivo, documentato, inerente all’attività produttiva del reddito e riferibile a un’operazione realmente eseguita. La fattura, da sola, non prova necessariamente l’effettività della prestazione.
Norme sull’esercizio della professione forense e sull’iscrizione all’albo degli avvocati
L’assenza dell’iscrizione all’albo, quando la consulenza presuppone l’esercizio di attività riservate agli avvocati, costituisce un elemento significativo per dubitare della legittimità e dell’effettività dell’incarico professionale.
Norme sull’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi
La mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi da parte dell’emittente non dimostra automaticamente l’inesistenza della prestazione, ma rappresenta un elemento indiziario che, insieme ad altre anomalie, può sostenere la contestazione dell’Amministrazione finanziaria.
Massime di principio
- La deducibilità di una fattura richiede la prova concreta che la prestazione sia stata effettivamente eseguita, sia inerente all’attività e sia adeguatamente documentata.
- La fattura non costituisce una prova assoluta dell’esistenza del costo: occorre poter dimostrare anche contratto, prestazione svolta, utilità ottenuta, pagamenti e collegamento con l’attività produttiva.
- Quando la consulenza riguarda attività professionali riservate, l’assenza dell’iscrizione all’albo del prestatore può compromettere la deducibilità del costo e rafforzare la presunzione di operazione inesistente.
- La mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali da parte del fornitore è un indice di anomalia, soprattutto se associata ad altri elementi quali assenza di struttura professionale, documentazione generica o mancata tracciabilità dei pagamenti.
- In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe conservare una documentazione completa e coerente dell’incarico e verificare preventivamente l’abilitazione professionale del consulente.
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