Cassazione Penale, Ordinanza n. 21400/2025 del 06/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre il termine di legge; ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Genova del 17 settembre 2024. Dall'ordinanza emerge però che il ricorso per cassazione è stato depositato il 16 gennaio 2025, quando il termine per il deposito era già spirato il 17 dicembre 2024. La Corte ha quindi rilevato tardività del gravame e ne ha dichiarato l'inammissibilità, senza esaminare il merito dei motivi.
Norme richiamate
art. 585 c.p.p.
È richiamato implicitamente nel calcolo del termine per il deposito del ricorso; la Corte applica il termine di impugnazione decorrente dalla pubblicazione/deposito della sentenza di appello.
art. 616 c.p.p.
Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione depositato oltre il termine previsto è inammissibile e non consente l'esame dei motivi di doglianza.
- Quando l'inammissibilità dipende da tardività del ricorso, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo i casi esclusi dalla legge, di una somma in favore della Cassa delle ammende.
- Il controllo preliminare sulla tempestività dell'impugnazione costituisce verifica assorbente rispetto a qualsiasi valutazione di merito.
Come è indicizzato
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