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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46443/2023 del 17/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha dedotto vizio di motivazione per omessa specifica indicazione dei criteri e del "quantum" dei singoli aumenti di pena applicati a titolo di continuazione rispetto a reati già definiti con sentenza irrevocabile del 5/3/2019, sostenendo che tale carenza renderebbe nullo il provvedimento impugnato o comunque impedirebbe di conoscere l'effettiva entità degli aumenti applicati ai reati satellite

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse adeguatamente motivato l'aumento applicato in continuazione richiamando un aumento analogo già determinato dal giudice di primo grado e riferendosi alla congruità della pena, fornendo quindi elementi sufficienti per verificare la legittimità dell'operato e la compatibilità con l'art. 81 c.p. Inoltre la Cassazione ha osservato che il ricorso non ha dimostrato un interesse concreto e attuale alla specificazione del "quantum" dei singoli aumenti né ha evidenziato una sproporzione illogica nella determinazione della pena. Conseguentemente il rigetto comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma tra quelle per le quali la ricorrente è stata condannata; citata come reato oggetto della sentenza di merito

  • art. 494 cod. pen.

    Altra fattispecie per la quale la ricorrente è stata condannata; riportata nella motivazione della sentenza impugnata

  • art. 55 co. 9 D.Lgs. 231/2007

    Richiamato in relazione a responsabilità amministrativa/illecito connesso ai fatti ritenuti penalmente rilevanti nella sentenza di merito

  • art. 81 cod. pen.

    Rilevante in ordine al controllo sulla legittimità del cumulo/continuazione: la Corte ha ritenuto che la motivazione fornita consentiva di verificare l'assenza di violazioni dell'art. 81 c.p., ossia di irragionevoli accumuli di pena

  • Cass. Sez. 2, n. 26011 del 11/04/2019 (Cuocci)

    Sez. 2, n. 26011 del 11/04/2019

    Giurisprudenza richiamata per il principio che l'omissione di specificare il "quantum" dei singoli aumenti per continuazione non determina automaticamente la nullità della sentenza: è ammissibile la censura in Cassazione solo se il ricorrente dimostra un interesse concreto e attuale a ottenere la specificazione

  • Cass. Sez. 5, sent. n. 18233 del 24/03/2022

    Sent. n. 18233 del 24/03/2022

    Decisione richiamata nell'istruttoria perché la sentenza di appello era stata pronunciata in rinvio a seguito dell'annullamento disposto con questa pronuncia; contesto procedurale del giudizio di rinvio

Massime di principio

  • La Corte può applicare un aumento complessivo per continuazione senza dettagliare il "quantum" di ogni singolo aumento purché la motivazione consenta di comprendere i criteri utilizzati e di verificare la conformità all'art. 81 c.p.
  • La mancata specificazione dei singoli aumenti non costituisce automaticamente motivo di annullamento in Cassazione: il ricorrente deve dimostrare un interesse concreto e attuale alla specificazione o l'esistenza di una illogica sproporzione nella pena
  • In giudizi di continuazione/per cumulo, è utile per la parte resistente fornire riferimenti espliciti alla congruità della pena e a precedenti determinazioni analoge per sostenere la legittimità del calcolo
  • Se la parte impugnante intende contestare la determinazione della pena per continuazione, deve indicare in modo specifico quale pregiudizio concreto subisce dall'omessa specificazione (es. effetti su cumulo giuridico, benefici, esecuzione), altrimenti la censura è destinata a essere respinta
  • Il rigetto del ricorso comporta condanna alle spese: nelle impugnazioni infondate è prevedibile l'addebito delle spese processuali

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