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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29114/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di convalida del sequestro probatorio di un coltello, contestato in relazione al reato di porto ingiustificato di arma bianca (art. 4, comma 2, legge 18/04/1975, n.110). Il ricorrente deduceva violazione di legge e insufficiente motivazione in relazione a: a) mancata enunciazione adeguata della finalità probatoria nel decreto di sequestro; b) mancata identificabilità del coltello come corpo del reato o cosa pertinente; c) assenza di fumus commisssione del reato.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto valida e adeguata la motivazione del decreto di convalida: il sequestro era giustificato dalla necessità di accertamenti tecnici sull'arma per valutarne le caratteristiche e la potenzialità lesiva, nonché dalla prevista possibilità di confisca obbligatoria che rendeva la restituzione in ogni caso ostativa. Sul fumus, il tribunale del riesame ha correttamente ritenuto che il coltello apparisse potenzialmente idoneo ad offendere e che il suo porto non fosse giustificato al momento del controllo; per il riesame di misura reale è sufficiente l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi per giustificare ulteriori indagini. Ricorso respinto; spese a carico del ricorrente (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Il sequestro probatorio richiede un'autonoma, anche sintetica, motivazione circa la finalità probatoria e la necessità di conservare la cosa per accertamenti; la convalida deve richiamare tale esigenza

  • art. 4, comma 2, legge 18 aprile 1975, n. 110

    art. 4, comma 2, legge 18/04/1975, n. 110

    Disciplina il porto ingiustificato di arma bianca; il coltello è rilevante come possibile corpo del reato o cosa pertinente

  • art. 6 legge 22 maggio 1975, n. 152

    art. 6 legge 22/05/1975, n. 152

    Prevede la confisca obbligatoria per talune armi bianche; la sussistenza di tale previsione è elemento che ostacola la restituzione della cosa sequestrata

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Stabilisce condizioni e limiti per la restituzione delle cose sequestrate; la previsione di confisca obbligatoria costituisce causa ostativa alla restituzione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Regola l'imputazione delle spese processuali nella cassazione; qui ha determinato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese

Massime di principio

  • Per il sequestro probatorio è sufficiente una motivazione autonoma, anche sintetica, che colleghi il vincolo alla finalità di assicurare la fonte di prova per accertamenti tecnici o investigativi
  • Se l'oggetto del sequestro è un'arma o potenziale strumento offensivo, la necessità di accertamenti tecnici sulla sua pericolosità giustifica normalmente la conservazione in vista del processo
  • La sussistenza di norme che prevedono la confisca obbligatoria rende, di per sé, la restituzione ostativa; il giudice deve richiamare tale circostanza nella convalida
  • In sede di riesame di misure reali non è richiesta una prova piena della responsabilità penale: è sufficiente l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini (fumus)
  • La mancata giustificazione del porto dell'arma al momento del controllo è elemento significativo ai fini della valutazione del fumus del reato

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