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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47337/2022 del 14/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per tentato omicidio e reati connessi. Il ricorrente denunciava difetto di motivazione sul profilo soggettivo del reato di tentato omicidio (capo 1): sosteneva che la Corte si era basata su una versione della persona offesa e su una valutazione errata dei dati probatori, mentre dalla prova (conversazioni captate, dichiarazioni rese nell'immediatezza e consulenza balistica) sarebbe emerso che era stato esploso un solo colpo e che non vi era volontà omicidiaria ma solo intento di cagionare lesioni, anche in ragione del punto di impatto (regione scapolare destra) e dell'efficienza dell'arma.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo si risolve in una mera alternativa lettura del materiale probatorio già proposta in appello e priva di un confronto critico con la motivazione della Corte territoriale. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello congrua e priva di vizi logici/giuridici: la qualificazione come tentato omicidio era fondata sulle modalità (attesa della vittima, colpo al torace, inseguimento e tentativi di nuovi spari) e sul movente (rancore per relazione della vittima con la moglie e atteggiamenti di scherno). Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; è confermata la sentenza impugnata (pena ridotta dalla Corte d'appello a 3 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione e provvisionale ridotta a €25.000, con conferma nel resto). Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di €3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in €3.510,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per disporre le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e possibilità di liquidare una somma a favore della Cassa delle ammende.

  • Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata in tema di determinazione della somma dovuta alla Cassa delle ammende: in mancanza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposto il versamento.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito riesaminare i fatti e le prove: il ricorso deve dedurre vizi di diritto o motivazionali specifici e non una semplice diversa valutazione del materiale probatorio.
  • Quando si contesta la qualificazione giuridica fondata sulla motivazione, va dimostrato che la motivazione è illogica, contraddittoria o carente in punto di diritto, non solo proposta una diversa lettura dei fatti.
  • Le modalità della condotta (attesa, azione deliberata, inseguimento, tentativi successivi) e il movente sono elementi rilevanti per l'accertamento dell'elemento soggettivo (dolo omicidiario) e, se adeguatamente motivati, tengono la qualificazione più grave anche se il colpo non ha raggiunto organi vitali.
  • Le valutazioni tecniche (es. consulenza balistica) vanno valutate nel contesto complessivo: contestare singoli elementi tecnici senza dimostrare incoerenza logica nella motivazione non è sufficiente in sede di legittimità.
  • Chi propone ricorso in Cassazione rischia, in caso di inammissibilità reiterativa o manifestamente infondata, la condanna alle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende; è quindi opportuno circoscrivere i motivi a profili di diritto realmente sindacabili.

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