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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19077/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per omessa traduzione di atti fondamentali: (i) omessa traduzione del decreto di citazione per il giudizio di appello all'imputato alloglotta, mancata comparizione dell'imputato all'udienza del 9 ottobre 2025 e conseguente nullità dell'atto e degli atti conseguenti; (ii) omessa traduzione della sentenza di appello e della motivazione all'imputato alloglotta nonostante la nomina dell'interprete e la traduzione della sentenza di primo grado; violazione degli artt. 143, 178 lett. c), 180, 185, 585, 601 c.3 c.p.p., del d.lgs. 4 marzo 2014 n.32 e dell'art. 6 §3 CEDU.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la prima censura (omessa traduzione del decreto di citazione) perché si tratta di una nullità generale a regime intermedio che andava eccepita entro i termini previsti dall'art. 180 c.p.p.; la circostanza che l'imputato non fosse presente non ha impedito la sanatoria, atteso che il difensore ha partecipato e ha svolto la difesa. La seconda censura (omessa traduzione della sentenza-documento) è stata ritenuta fondata: la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'omessa traduzione nella lingua conosciuta dall'imputato e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Ancona ai soli fini della traduzione; la sentenza dovrà essere nuovamente depositata e i termini di impugnazione decorreranno dalla notificazione/comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza tradotta. Il ricorso è dichiarato inammissibile nel resto.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 art.73 comma 5

    norma sostanziale relativa al reato per cui Moubker è stato dichiarato responsabile; la pronuncia penale di merito resta però colpita solo nella parte relativa all'omessa traduzione, non per il vizio di merito dell'accertamento del reato

  • codice di procedura penale, art.143

    regola l'obbligo di traduzione degli atti fondamentali per l'imputato che non conosce la lingua italiana: la Corte ha interpretato l'articolo in senso automatico e prevalente per la traduzione scritta degli atti fondamentali (sentenza compresa), da eseguirsi entro termine congruo; la traduzione orale è residua e solo per urgenze

  • d.lgs. 4 marzo 2014, n.32

    novellando l'art.143 c.p.p. ha rafforzato l'obbligo di traduzione scritta degli atti fondamentali e il collegamento con il diritto di difesa, come richiamato dalla Corte

  • codice di procedura penale, art.180

    stabilisce il regime delle nullità: la Corte ha ritenuto che l'omessa traduzione del decreto di citazione costituisce una nullità generale a regime intermedio che doveva essere eccepita tempestivamente (non oltre la pronuncia della sentenza di appello), pena l'inammissibilità dell'eccezione

  • codice di procedura penale, art.178 lett. c)

    disciplinazione delle nullità: la Corte ha inquadrato l'omessa traduzione della sentenza come nullità generale a regime intermedio ai sensi di questa disposizione

  • codice di procedura penale, art.585

    la Corte ha richiamato che, dopo l'annullamento limitato e la nuova trasmissione/deposito della sentenza tradotta, i termini di impugnazione decorrono dalla notificazione e comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza tradotta ai sensi di questo articolo

  • Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (CEDU), art.6 §3

    richiamato quale parametro internazionale del diritto di difesa e del diritto a un giusto processo; la mancata traduzione di atti fondamentali è stata valutata anche alla luce di tale garanzia

Massime di principio

  • L'omessa traduzione degli atti fondamentali (inclusa la sentenza) a favore di un imputato che non conosce l'italiano determina una nullità della 'sentenza-documento' a regime intermedio; se tempestivamente eccepita comporta l'annullamento limitato con rinvio ai soli fini della traduzione
  • Le nullità di ordine generale a regime intermedio (es. mancata traduzione del decreto di citazione) devono essere eccepite entro il termine previsto dall'art.180 c.p.p. (prima della pronuncia della sentenza di appello), altrimenti l'eccezione è inammissibile
  • La traduzione degli atti 'fondamentali' deve essere di regola scritta e resa entro un termine congruo che consenta l'esercizio della difesa; la traduzione orale è eccezionale e ammessa solo per motivi di urgenza quando la scritta non è prontamente disponibile
  • Il difensore è legittimato a proporre ricorso anche se la sentenza non è stata tradotta; tuttavia l'omessa traduzione costituisce pregiudizio in re ipsa per l'imputato, perché gli impedisce di comprendere la motivazione e di partecipare alla scelta impugnativa
  • Se precedenti atti essenziali (es. decreto di citazione o sentenza di primo grado) sono stati tradotti, tale circostanza rafforza la fondatezza dell'eccezione per la mancata traduzione di ulteriori atti; la Corte può disporre la trasmissione degli atti al giudice che ha emesso la sentenza ai soli fini della traduzione
  • Dopo l'annullamento limitato per omessa traduzione la sentenza va ripubblicata/depositata nuovamente e i termini processuali per eventuali impugnazioni decorrono dalla notificazione/comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza tradotta

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