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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28622/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

CILP ha impugnato gli avvisi di accertamento della Regione Toscana per l'imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime relative all'anno 2006 (canoni e sanzioni) spettanti su un complesso terminalistico nel porto di Livorno, deducendo, tra l'altro, che: la relativa imposizione non poteva estendersi a concessioni rese nell'ambito portuale delegate all'Autorità Portuale; la determinazione discrezionale dei canoni da parte dell'Autorità Portuale, senza limiti o criteri legali predeterminati, violava il principio di riserva di legge (art.23 Cost.) e il principio di legalità impositiva; gli avvisi sarebbero stati insufficientemente motivati; e che le sanzioni non potevano essere applicate per incertezza normativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato nella sostanza il ricorso con riferimento alla legittimità dell'imposizione regionale: ha confermato che il presupposto dell'imposta è l'occupazione e l'uso di beni del demanio statale situati nel territorio regionale, indipendentemente dall'Autorità che ha rilasciato la concessione, richiamando la consolidata giurisprudenza di legittimità e la disciplina nazionale (L.281/70, L.R. Toscana 2/71, d.l. 400/93 conv. L.494/93). Ha ritenuto infondate le censure circa la violazione dell'art.23 Cost. e l'illegittimità della potestà regionale, ritenendo che gli elementi costitutivi dell'imposta siano previsti per legge e che la discrezionalità amministrativa nella determinazione dei canoni sia compatibile purché assoggettata a criteri e controlli desumibili dalla legge e dagli organi partecipanti alla procedura. Tuttavia la Corte ha accolto parzialmente il ricorso limitatamente alla rimozione delle sanzioni: ha infatti ritenuto che, alla luce della effettiva contraddittorietà e indeterminatezza di circolari e prassi amministrative su casi analoghi, sussistesse un'obiettiva incertezza normativa tale da escludere l'irrogazione delle sanzioni. Le spese sono compensate.

Norme richiamate

  • Legge 281/1970, art. 2

    Individua il presupposto impositivo (concessioni per occupazione e uso di beni del demanio dello Stato situati nella Regione) e indica soggetto passivo e modalità; la Corte la interpreta come base normativa che lega l'imposta all'uso/occupazione del bene demaniale, non alla sola titolarità dell'ente che rilascia la concessione

  • Legge Regionale Toscana n. 2/1971, art. 1

    Introducendo l'imposta in ambito regionale e fissando criteri percentuali, la norma è ritenuta compatibile con la legge statale e sufficiente a dare contenuto all'imposizione regionale

  • Decreto-legge n. 400/1993, convertito con L. 494/1993 (art. 7 e art. 8)

    Fornisce criteri per la determinazione dei canoni demaniali marittimi; la Corte ritiene che anche per le concessioni portuali i canoni devono rispettare principi di proporzionalità e ragionevolezza e che le Autorità Portuali non possano fissare canoni incompatibili con i criteri di legge

  • Legge n. 84/1994, art. 18

    Disciplina la materia delle Autorità Portuali; la Corte considera l'intervento dell'Autorità Portuale (anche nella determinazione dei canoni) non idoneo a far venir meno il presupposto impositivo stabilito dalla legge statale

  • Art. 23 Costituzione

    Principio della riserva (relativa) di legge in materia tributaria: la Corte ritiene rispettato l'art.23 perché gli elementi essenziali dell'imposta sono fissati dalla legge statale e regionale e perché la discrezionalità amministrativa è delimitata da criteri e controlli desumibili dalla normativa e dalle procedure

  • Art. 53 Costituzione

    Riferito come giustificazione costituzionale della tassazione in ragione della capacità contributiva derivante dall'uso del bene demaniale

  • Art. 117, co.2, lett. e) Costituzione

    Rilevato nella prospettazione dell'eccezione di illegittimità regionale, la Corte conclude che non sussiste violazione perché l'esercizio della potestà legislativa regionale è avvenuto nei limiti consentiti dalla legge statale

  • D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6, comma 2

    «Non è punibile l'autore della violazione quando essa è determinata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferiscono, nonché da indeterminatezza delle richieste di informazioni o dei modelli per la dichiarazione e per il pagamento».

    La Corte lo applica per escludere le sanzioni quando esiste obiettiva incertezza normativa sul contenuto o ambito di applicazione della norma tributaria

  • D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 8

    «La commissione tributaria dichiara non applicabili le sanzioni non penali previste dalle leggi tributarie quando la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce».

    Norma richiamata per l'esenzione dalle sanzioni in presenza di incertezza normativa oggettiva

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10

    «(...) 3. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta; in ogni caso non determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di un giudizio in ordine alla legittimità della norma tributaria. Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere causa di nullità del contratto».

    Conferma i limiti all'irrogazione delle sanzioni per incertezza normativa e viene utilizzata per giustificare la rimozione delle sanzioni nel caso di specie

  • Codice di procedura civile, art. 360 (richiamato)

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (nullità, violazione di legge); la Corte valuta i motivi attinenti a nullità, omessa pronuncia e violazione di legge alla luce della giurisprudenza consolidata

  • Codice di procedura civile, art. 384 (richiamato)

    Consente alla Corte di Cassazione, ove possibile, di decidere la causa nel merito evitando rinvio quando l'omessa pronuncia non richiede accertamenti di fatto; utilizzato per decidere sulle sanzioni direttamente

Massime di principio

  • L'imposta regionale sulle concessioni demaniali si fonda sull'effettivo uso e occupazione di beni demaniali statali nel territorio regionale: non rileva quale Autorità abbia formalmente rilasciato la concessione (Stato o Autorità Portuale), purché il bene sia pubblico statale
  • La riserva di legge in materia tributaria (art.23 Cost.) è 'relativa': è compatibile che aspetti applicativi e parametri tecnico-amministrativi siano demandati ad organi amministrativi purché la legge fornisca criteri direttivi, limiti e controlli idonei a evitare l'arbitrio
  • La determinazione discrezionale dei canoni da parte delle Autorità Portuali non esclude di per sé l'assoggettamento al tributo regionale; i canoni possono essere sindacati in sede giurisdizionale per violazione dei criteri di legge o per irragionevolezza/proporzionalità
  • Le censure di violazione di legge e di violazione della riserva legislativa regionale devono essere valutate alla luce della disciplina statale di riferimento e della consolidata giurisprudenza: questioni meramente di diritto, già risolte da precedenti, sono normalmente infondate
  • In presenza di plurime circolari, prassi amministrative contraddittorie o assenza di univoci orientamenti giurisprudenziali, può riconoscersi un'obiettiva incertezza normativa che giustifica l'esclusione o la riduzione delle sanzioni tributarie
  • Sul piano processuale: la mancata esposizione dettagliata di tutti gli atti di causa nella motivazione non costituisce automaticamente nullità se la decisione e il percorso argomentativo sono almeno succintamente individuabili; l'omessa pronuncia su singoli motivi può non comportare annullamento se la Corte può decidere la questione nel merito senza nuovi accertamenti di fatto

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