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Sentenza

Sentenza n. 1994/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento a) della delibera n. 153/2025 datata 11 settembre 2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti con la quale ha disposto “di prorogare l'applicazione dei valori di cui al punto1 della delibera 124/2024 fino alla revisione della metodologia per il calcolo del tasso di remunerazione del capitale investito netto e la conseguente rideterminazione del suo valore all'esito del procedimento avviato con la delibera n. 62/2024”; b) per quanto occorrer possa della delibera n. 124/2024 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e del relativo Allegato A per quanto attinente ai paragrafi 3.3 - premio al debito e 3.5 - equity beta; c) di ogni ulteriore atto a questi annesso, connesso presupposto e conseguenziale.

Giustizia amministrativa202503059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera ART n. 153/2025, che ha prorogato i valori del WACC stabiliti dalla delibera n. 124/2024 fino alla revisione della metodologia di calcolo; in via derivata, delibera n. 124/2024 per le previsioni sul premio al debito e sull’equity beta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (autorità di regolazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La concessionaria autostradale ha impugnato la delibera ART n. 153/2025, deducendo, in via autonoma, violazione delle misure 16.7 e 16.3 del sistema tariffario approvato nel 2019, nonché eccesso di potere per contraddittorietà, perplessità, falso presupposto, difetto di istruttoria e di motivazione. Ha inoltre formulato censure derivate dall’illegittimità della delibera n. 124/2024: violazione della misura 16.7 e del principio di certezza del diritto; eccesso di potere per contraddittorietà, perplessità, ingiustizia manifesta, difetto di istruttoria e di motivazione; violazione dei principi di continuità e stabilità dei modelli regolatori e delle regole fissate nel 2019. Nel corso del giudizio l’ART ha adottato la delibera n. 241/2025, che ha aggiornato il sistema tariffario e disciplinato un nuovo WACC, applicabile a tutte le concessioni dal 1° gennaio 2026. Il Collegio ha prospettato l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame delle censure di legittimità. La delibera n. 153/2025 prorogava i valori della delibera n. 124/2024 in vista degli aggiornamenti convenzionali decorrenti dal 1° gennaio 2026, ma la successiva delibera n. 241/2025 ha previsto, per tutte le concessioni e dalla stessa data, l’applicazione della nuova disciplina e del nuovo WACC. La delibera impugnata è stata così superata e non ha mai trovato applicazione. Spese compensate per le peculiarità della controversia e per la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    All’udienza pubblica del 15 ottobre 2026, ai sensi dell’art. 73, comma 3, cod. proc. amm., il Collegio ha dato avviso a verbale di possibili profili di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, in ragione di quanto disposto dalla Misura 5.5, lettera g) dell’allegato A alla delibera 241 del 19 dicembre 2025;

    La disposizione è richiamata per dare alle parti avviso della possibile improcedibilità del ricorso in relazione alla sopravvenienza normativa-regolatoria rilevante per l’interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso di annullamento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando un successivo atto regolatorio sostituisce la disciplina impugnata, ne impedisce l’applicazione per il periodo rilevante e l’atto contestato non ha mai prodotto effetti.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàPorti, aeroporti e infrastrutture di trasporto
RamiProcesso amministrativoTrasporti e circolazione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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