Sentenza n. 4157/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’ottemperanza al giudicato di cui alla sentenza n. 166/25 del Tribunale di Benevento, Sezione Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Benevento, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio della Carta elettronica del docente e ordinato l'accredito di 1.500 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 166/2025 del Tribunale di Benevento, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale era stato dichiarato il suo diritto al beneficio economico annuo di 500 euro tramite la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente ed era stato ordinato al Ministero l'accredito complessivo di 1.500 euro. La sentenza era stata notificata al Ministero il 30 luglio 2025 ai fini dell'esecuzione ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Nonostante ciò, l'Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. Il Ministero si è costituito soltanto formalmente. La ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza del giudice civile, una volta passata in giudicato, producesse un immediato effetto conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, obbligandola a realizzare concretamente l'utilità riconosciuta dal giudice civile. Ha verificato il passaggio in giudicato, la notificazione della sentenza presso la sede reale dell'Amministrazione, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e l'assenza di prova dell'esecuzione. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla notificazione di parte, se anteriore. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il direttore della direzione generale competente del Ministero, con facoltà di delega, prevedendo che il commissario si insedi su istanza della ricorrente e assicuri l'esecuzione nei successivi 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre accessori, con restituzione del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 1 l. 107/2015
beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la "Carta elettronica" per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
La norma costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto alla docente dalla sentenza civile azionata in ottemperanza.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della P.A.
Il decorso del termine dilatorio è stato ritenuto necessario per poter promuovere l'azione di ottemperanza nei confronti dell'Amministrazione.
Massime di principio
- Il giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario che impone alla pubblica amministrazione il riconoscimento o l'erogazione di una prestazione produce un immediato effetto conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, la quale deve realizzare concretamente l'utilità riconosciuta dal giudice civile.
- L'azione di ottemperanza è proponibile nei confronti della pubblica amministrazione quando la sentenza civile sia passata in giudicato, sia stata notificata ai fini dell'esecuzione, sia decorso il termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 e l'Amministrazione non abbia dato esecuzione al decisum.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione dopo l'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, individuando l'ufficio competente e fissando il termine per l'esecuzione sostitutiva.
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