Ordinanza n. 1886/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A) dell’Ordinanza Dirigenziale n. 186/2026 del 30.04.2026 emessa dal Comune di Giugliano in Campania, in persona del Dirigente del Settore Transizione Ecologica, Ing. Serpico Generoso, avente ad oggetto l’ordinanza di acquisizione Reg. Part. n. ACQ/13/2026 del 30.04.2026 (Doc. 1), pubblicata in Albo Pretorio Comunale in data 30.04.2026 con prot. n. PAP-01696-2026; B) Tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali, tra i quali, precipuamente, verbale di sequestro della Polizia Municipale P.V. n.85/S prot.146/NAE del 22/07/2003, ordinanza di demolizione n. 118/2003 del 26.08.2003 e verbale di accertamento di inottemperanza (di cui risulta sconosciuto il numero di protocollo) redatto dal Comando di Polizia Municipale e notificato alla Sig. Testa Assunta in data 01.07.2005, nonchè verbale di sequestro della G.d.F. con prot. n. 35220 del 29.09.2005 e prot. 23667/7660 del 26.11.2005 ricevuta del 29.11.2005 con prot. n. 44320.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza dirigenziale di acquisizione al patrimonio comunale di un immobile, con gli atti presupposti relativi a sequestro, demolizione e accertamento dell'inottemperanza
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari o interessati all'immobile)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza dirigenziale di acquisizione Reg. Part. n. ACQ/13/2026, adottata dal Comune di Giugliano in Campania il 30 aprile 2026, nonché gli atti presupposti, tra cui il verbale di sequestro del 2003, l'ordinanza di demolizione del 2003, il verbale di accertamento dell'inottemperanza notificato nel 2005 e ulteriori verbali di sequestro della Guardia di finanza del 2005. Hanno chiesto l'annullamento degli atti previa sospensione cautelare della loro efficacia. Il testo non specifica i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare, i ricorrenti hanno rappresentato il rischio di un danno grave e irreparabile derivante dall'azione amministrativa, anche in relazione alle istanze di condono edilizio pendenti, definite negativamente dopo la notifica del ricorso e presumibilmente destinate a essere impugnate.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del provvedimento di acquisizione impugnato. Ha ritenuto sussistenti serie ragioni di danno grave e irreparabile, considerando la decisione negativa sulle istanze di condono pendenti, intervenuta dopo la notifica del ricorso e presumibilmente oggetto di gravame. Il Collegio ha precisato che le ragioni di merito necessitano di un adeguato approfondimento nel prosieguo del giudizio, senza quindi anticipare una valutazione definitiva sulla legittimità dell'ordinanza. La trattazione del merito è stata fissata all'udienza pubblica del 9 giugno 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base normativa per la decisione sulla domanda cautelare; il TAR ha accolto l'istanza sospensiva ravvisando un danno grave e irreparabile e rinviando l'approfondimento delle questioni di merito.
Massime di principio
- In presenza di serie ragioni di danno grave e irreparabile derivanti dall'esecuzione di un provvedimento amministrativo, il giudice amministrativo può sospenderne cautelarmente l'efficacia ai sensi dell'art. 55 c.p.a., rinviando l'esame approfondito delle questioni di merito alla fase di cognizione.
- La definizione negativa di istanze di condono edilizio pendenti, intervenuta dopo la notifica del ricorso e presumibilmente destinata a essere impugnata, può concorrere a integrare il rischio di danno grave e irreparabile valutabile in sede cautelare rispetto a un'ordinanza di acquisizione.
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