Ordinanza n. 7488/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del decreto del Ministero dell’interno, prot. n. -OMISSIS-, del 12 ottobre 2022, recante rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana per residenza ultradecennale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della concessione della cittadinanza italiana per residenza ultradecennale, fondato su pregiudizi penali a carico del figlio convivente della richiedente
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di cittadinanza italiana per residenza ultradecennale. Il diniego risulta fondato sull'esistenza di pregiudizi di carattere penale a carico del figlio della ricorrente. Il TAR ha rilevato che gli addebiti sono stati rappresentati in modo generico, senza informazioni sulle circostanze concrete delle condotte contestate al familiare convivente né sugli eventuali esiti e sviluppi dei procedimenti penali, ritenendo necessario acquisire elementi informativi più dettagliati sui motivi ostativi posti a fondamento del diniego.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento. Ha disposto incombenti istruttori, ordinando all'Amministrazione di fornire, entro centoventi giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza, elementi informativi di maggiore dettaglio circa i motivi ostativi sottesi al diniego, con particolare riguardo alle circostanze di fatto delle condotte contestate al figlio convivente e agli eventuali esiti e sviluppi processuali. Ha inoltre trasmesso il fascicolo al Presidente del TAR per l'eventuale calendarizzazione dell'udienza nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato. Le spese non sono state disciplinate nel testo.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Richiamati quali disposizioni poste a fondamento degli incombenti istruttori.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati in relazione alla tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando un diniego di concessione della cittadinanza è fondato su pregiudizi penali riferiti a un familiare convivente del richiedente, l'Amministrazione deve fornire elementi sufficientemente dettagliati sulle circostanze concrete delle condotte contestate e sugli eventuali esiti o sviluppi processuali, affinché il giudice possa verificare la rilevanza dei motivi ostativi.
- La genericità delle informazioni sui pregiudizi penali posti a fondamento del diniego giustifica l'acquisizione istruttoria di ulteriori elementi da parte del giudice amministrativo prima della decisione sul merito.
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