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Ordinanza

Ordinanza n. 828/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600483

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell’istanza di nulla osta alla conversione del titolo di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia il 15 giugno 2024 in forza di un visto per lavoro subordinato, ha sottoscritto il contratto di soggiorno il 5 luglio 2024 e richiesto il rilascio del permesso di soggiorno alla Questura di Verona il 13 luglio 2024. L’11 febbraio 2025 ha chiesto alla Prefettura di Brescia la conversione del titolo in permesso per lavoro subordinato, pur non avendo ancora ricevuto materialmente il permesso per lavoro stagionale. La Questura di Verona ha successivamente comunicato un preavviso di rigetto dell’istanza di rilascio del permesso stagionale, ritenendo che il richiedente avesse già usufruito del periodo massimo di nove mesi di soggiorno previsto dall’art. 24, comma 8, d.lgs. 286/1998, che non risultasse presentata una richiesta di autorizzazione alla conversione e che la mera richiesta della quota non fosse sufficiente ad autorizzare il soggiorno. Il ricorrente ha impugnato il rigetto della Prefettura di Brescia, i preavvisi di rigetto e gli atti connessi, chiedendo anche l’accertamento del diritto alla conversione e l’ordine all’amministrazione di provvedere. Ai fini cautelari, il TAR ha rilevato la necessità di verificare la documentazione dei procedimenti e la correttezza dell’affermazione relativa al preteso già maturato periodo massimo di nove mesi, considerato che la richiesta del titolo risaliva al 13 luglio 2024, dopo la stipula del contratto di soggiorno e l’ingresso in Italia.

La decisione

Il TAR non ha deciso la domanda cautelare né il merito dell’impugnazione. Ha disposto l’acquisizione, dalla Prefettura di Brescia, dell’intera documentazione relativa al procedimento di conversione e, dalla Questura di Verona, della documentazione relativa al procedimento di rilascio del permesso per lavoro stagionale. Ha inoltre richiesto chiarimenti sull’affermazione secondo cui, alla data dell’11 febbraio 2025, il cittadino straniero avrebbe già usufruito dei nove mesi massimi di soggiorno e sullo stato del relativo procedimento. Gli adempimenti devono essere depositati entro il 7 settembre 2026. La trattazione dell’incidente cautelare è stata rinviata all’udienza camerale del 7 ottobre 2026. Il Collegio ha avvertito che, ai sensi dell’art. 64, comma 4, c.p.a., potrà desumere argomenti di prova dal comportamento delle parti rispetto alle prescrizioni istruttorie.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 8, d.lgs. 286/1998

    periodo massimo di nove mesi di soggiorno

    La disposizione è richiamata dall’amministrazione quale base della contestazione secondo cui il richiedente avrebbe già usufruito del periodo massimo di soggiorno per lavoro stagionale; il TAR ha ritenuto necessario acquisire documentazione e chiarimenti per verificarne l’effettiva applicazione al caso concreto.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Il TAR ha dichiarato che potrà desumere argomenti di prova dal comportamento delle parti rispetto alle prescrizioni istruttorie.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando la ricostruzione amministrativa dei presupposti del diniego presenta elementi non verificabili o apparentemente non coerenti con la cronologia documentata, il giudice può disporre l’acquisizione integrale degli atti dei procedimenti connessi e richiedere specifici chiarimenti alle amministrazioni coinvolte prima di decidere sulla sospensione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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