Sentenza n. 2252/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 881/2024, emessa dal Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, in data 28 novembre 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Monza che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la Carta docente per l’anno scolastico 2023/2024, per l’importo di 500 euro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 881/2024 del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito era stato condannato a erogargli la Carta docente per l’anno 2023/2024, del valore nominale di 500 euro, oltre alle spese di lite. Deduceva l’inerzia dell’Amministrazione, nonostante la notificazione della sentenza e il suo passaggio in giudicato, e chiedeva l’adozione delle misure necessarie all’esecuzione, inclusa la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e l’applicazione di una penalità di mora. Nel corso del giudizio il ricorrente ha comunicato che il Ministero, il 19 gennaio 2026, aveva erogato quanto riconosciuto dalla sentenza civile.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l’Amministrazione, nelle more del giudizio, aveva eseguito la sentenza del Tribunale di Monza erogando al ricorrente la Carta docente dovuta. È quindi venuta meno ogni ulteriore ragione per una decisione di merito e non vi erano più misure esecutive da adottare. Le spese di lite sono state compensate. La sentenza richiama inoltre l’art. 40, comma 1, lett. g, c.p.a., rilevando l’inammissibilità del ricorso per mancanza di procura speciale, ma tale rilievo non ha condotto a una pronuncia di inammissibilità, essendo stata definita la domanda per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica (o Carta docente) di importo nominale di € 500,00
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto al docente dalla sentenza civile posta in esecuzione.
art. 40, comma 1, lett. g, c.p.a.
Il TAR richiama la necessità della procura speciale nel giudizio di ottemperanza e rileva l’inammissibilità del ricorso privo di tale procura, compensando tuttavia le spese e definendo il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Il ricorso per ottemperanza è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione esegue integralmente il provvedimento giurisdizionale posto a fondamento della domanda, facendo venir meno ogni ulteriore utilità concreta per il ricorrente.
- La sopravvenuta esecuzione del giudicato impedisce al giudice dell’ottemperanza di adottare ulteriori misure esecutive, quali la nomina di un commissario ad acta o l’applicazione di una penalità di mora, se non residua alcun inadempimento.
- Nel giudizio di ottemperanza è necessaria la procura speciale ai sensi dell’art. 40, comma 1, lett. g, c.p.a.; la sua mancanza determina l’inammissibilità del ricorso, salva la definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse quando l’obbligazione sia stata comunque adempiuta nelle more.
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