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Sentenza

Sentenza n. 1253/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del decreto -OMISSIS- del 19 giugno 2025, emesso dallo Sportello Unico l’Immigrazione - Prefettura di Roma, con cui è stato revocato il nulla osta/Autorizzazione -OMISSIS- del 4 febbraio 2024 per l'ingresso per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202510650

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I TerSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta e rigetto della domanda di autorizzazione all'ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del 19 giugno 2025 con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Roma aveva revocato il nulla osta o autorizzazione precedentemente rilasciato e rigettato la domanda di autorizzazione all'ingresso per lavoro subordinato. Nel corso del giudizio il ricorrente ha depositato la richiesta di certificazione di idoneità alloggiativa presentata al Comune di Roma il 13 maggio 2025. Il TAR, in sede cautelare, ha sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato e ha ordinato al Comune di Roma di fornire aggiornamenti documentati sulla conclusione del procedimento relativo all'idoneità alloggiativa. Successivamente l'Amministrazione ha riferito che, alla luce della documentazione prodotta e della valutazione positiva dell'idoneità alloggiativa, lo Sportello Unico aveva riesaminato l'istanza e convocato le parti per il 3 febbraio 2026. Il ricorrente ha quindi dichiarato in udienza la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'Amministrazione aveva riesaminato l'istanza alla luce della documentazione prodotta e della valutazione positiva dell'idoneità alloggiativa, convocando le parti per la prosecuzione della procedura. Non è stata quindi esaminata la legittimità del decreto di revoca e rigetto impugnato. Le spese di lite sono state compensate, considerato che la documentazione in atti non risultava inizialmente completa con riferimento al requisito alloggiativo, come già rilevato nell'ordinanza cautelare.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa comunicazione alle parti.

  • art. 84 c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso; nel caso concreto il giudice ha collegato tale effetto alla dichiarazione del ricorrente e al riesame amministrativo dell'istanza.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dal ricorrente e correlata al riesame dell'istanza da parte dell'amministrazione nel corso del giudizio, comporta l'improcedibilità del ricorso quando non residui un'utilità concreta e attuale nella decisione di merito.
  • Il riesame amministrativo conseguente alla produzione della documentazione necessaria può privare il ricorrente dell'interesse alla decisione sull'originario provvedimento, senza che il giudice debba esaminare i vizi dedotti contro quest'ultimo.
  • La definizione in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. è ammissibile quando il giudice abbia dato avviso alle parti e la causa sia matura per una decisione fondata sulla sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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