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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-240/22

Rectification order of 20 November 2024. — European Commission v Intel Corporation Inc. — Rectification of judgment. — Case C-240/22 P

Giurisprudenza europea62022CO0240

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pronuncia non riguarda il merito della controversia antitrust, ma soltanto la correzione di un refuso nella versione inglese della sentenza Commissione c. Intel del 24 ottobre 2024. La Corte interviene d’ufficio sulla base delle regole procedurali applicabili anche al giudizio di impugnazione. La rettifica riguarda il paragrafo 323, che viene sostituito per chiarire correttamente la posizione della Commissione sull’AEC test e sulla capacità escludente degli sconti di Intel.

rettifica d’ufficio di un errore materiale nella versione inglese della sentenza Commissione c. Intel (C‑240/22 P), relativa alla formulazione del paragrafo 323

La questione giuridica

La Corte è chiamata unicamente a rettificare d’ufficio, ai sensi delle norme procedurali, un errore tipografico contenuto nella versione inglese della sentenza del 24 ottobre 2024 nel punto relativo alla valutazione dell’AEC test e degli sconti di esclusiva concessi da Intel.

Principio di diritto

La Corte può rettificare d’ufficio, anche in sede di impugnazione, un errore materiale contenuto in una sentenza quando la correzione non incide sul merito ma serve a rendere il testo conforme alla decisione effettivamente adottata; nel caso di specie, il paragrafo 323 della sentenza Commissione c. Intel è stato sostituito per precisare che l’eventuale mancato superamento dell’AEC test con il benchmark adottato dalla Commissione non equivale, di per sé, a dimostrare che gli sconti contestati fossero incapaci di escludere i concorrenti.

Norme richiamate

  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 154, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 190, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia

Rettifica d’ufficio della sentenza Commissione c. Intel (C‑240/22 P)

La presente ordinanza della Corte di giustizia, adottata nella causa C‑240/22 P-REC, riguarda esclusivamente la rettifica di un errore materiale contenuto nella versione ინგლისese della sentenza resa il 24 ottobre 2024 nella causa Commissione c. Intel. Si tratta quindi di un intervento di carattere puramente formale, senza incidenza sul merito della decisione di impugnazione.

Parti e contesto processuale

Il procedimento di impugnazione era stato promosso dalla Commissione europea contro Intel Corporation Inc. La Repubblica federale di Germania era intervenuta a sostegno della Commissione. Nel procedimento di primo grado risultavano intervenuti anche Association for Competitive Technology Inc. e Union fédérale des consommateurs – Que choisir.

Oggetto della rettifica

La Corte rileva che la versione inglese della sentenza del 24 ottobre 2024 conteneva un errore tipografico nel paragrafo 323. In applicazione dell’articolo 154, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia, reso applicabile al procedimento di impugnazione dall’articolo 190, paragrafo 1, dello stesso regolamento, la Corte procede d’ufficio alla correzione.

Contenuto della correzione

Il paragrafo 323 viene sostituito con una formulazione più precisa del ragionamento della Commissione. In particolare, viene chiarito che:

  • la constatazione di errori che inficiano l’AEC test non significa che Intel abbia superato tale test;
  • essa significa soltanto che la Commissione non ha dimostrato, nella decisione impugnata, che Intel avesse fallito quel test;
  • il parametro di "viable cost" utilizzato dalla Commissione era quello del costo evitabile medio, ritenuto un criterio prudente e favorevole a Intel, perché non tiene conto degli elevati costi fissi che un concorrente dovrebbe sostenere per restare economicamente sostenibile nel lungo periodo;
  • il mancato superamento dell’AEC test, anche con riferimento al costo evitabile medio, è solo uno degli elementi da considerare nella valutazione complessiva della capacità escludente degli sconti;
  • la Repubblica federale di Germania richiama inoltre la possibilità che, in talune circostanze, gli accordi di esclusiva inducano i partner commerciali a essere più cauti nell’accettare offerte equivalenti di concorrenti, a causa dell’impegno assunto e della dipendenza rispetto alla quota non contendibile degli acquisti.

Norme applicate

La Corte richiama come base giuridica per la rettifica:

  • l’articolo 154, paragrafo 1, del regolamento di procedura;
  • l’articolo 190, paragrafo 1, del regolamento di procedura;
  • in via generale, l’articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, in quanto la causa è un’impugnazione.

Decisione

La Corte dispone la rettifica del paragrafo 323 della sentenza Commissione c. Intel (C‑240/22 P, EU:C:2024:915) e ordina che l’originale della presente ordinanza sia allegato all’originale della sentenza rettificata, con annotazione a margine del testo rettificato.

Principio ricavabile

La rettifica d’ufficio serve a eliminare un errore materiale del testo della sentenza, senza alterarne il contenuto sostanziale; nel caso concreto, la correzione chiarisce che l’esito dell’AEC test non è, da solo, decisivo per escludere o affermare la capacità anticoncorrenziale degli sconti di esclusiva.

Come è indicizzato

Materieprocedura giudiziaria uerettifica di sentenzediritto della concorrenzaabusi di posizione dominante

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