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Sentenza

Sentenza n. 1333/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria sezione staccata di Reggio Calabria (Sezione Prima) n. 536/2022

Giustizia amministrativa202302931

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, che aveva respinto il ricorso contro il diniego di permesso di costruire in sanatoria relativo a opere edilizie realizzate su un immobile in comproprietà

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza di primo grado deducendo error in iudicando ed error in procedendo, violazione dell'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, dell'art. 873 c.c., dell'art. 5, comma 1, lett. b-bis), del d.l. n. 32/2019, convertito dalla l. n. 55/2019, e degli artt. 50, 51 e 52 della l.r. n. 19/2002, nonché carenza e genericità della motivazione. Ha inoltre contestato la violazione dell'art. 36 d.P.R. n. 380/2001, sostenendo l'applicabilità del Piano Casa regionale nell'ambito dell'accertamento di conformità in sanatoria; ha dedotto travisamento dei fatti in relazione a decisioni dell'autorità giudiziaria penale e la violazione dei principi di ragionevolezza, certezza del diritto, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. Nel corso del giudizio d'appello, il Comune ha comunicato di stare predisponendo una perizia tecnica per accertare se la demolizione delle opere abusive avrebbe reso impossibile il ripristino della parte conforme dell'immobile e di voler eventualmente procedere alla sanatoria mediante sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 33, comma 2, d.P.R. n. 380/2001.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza di rinvio, ritenendo insussistenti i presupposti dell'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. Nel merito non ha esaminato i motivi d'appello, poiché la sopravvenuta attività del Comune incideva sull'assetto di interessi oggetto della controversia e rendeva destinato a venire meno il provvedimento di diniego impugnato. Ha quindi dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, ultimo comma, c.p.a. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 84, ultimo comma, c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenienza di circostanze che modificano l'assetto degli interessi e rendono destinato a venir meno l'atto impugnato determina l'improcedibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 33, comma 2, d.P.R. n. 380/2001

    dichiarare che la demolizione comporta l’impossibilità di ripristinare la parte non difforme

    La disposizione è richiamata in relazione alla verifica tecnica dell'impossibilità di procedere alla demolizione senza pregiudicare la parte conforme dell'immobile e alla conseguente eventuale applicazione di una sanzione pecuniaria.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Il giudice ha ritenuto non sussistenti i presupposti per il rinvio dell'udienza richiesto dall'appellante.

Massime di principio

  • L'impugnazione diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione avvia un procedimento concretamente destinato a modificare l'assetto di interessi determinato dall'atto impugnato, rendendo quest'ultimo destinato a venir meno o comunque non più attuale nella lesione dedotta.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata senza esaminare i motivi di illegittimità dell'atto originariamente impugnato, quando la sopravvenienza incide direttamente sull'oggetto della controversia e priva il ricorrente di un'utilità attuale derivante dalla decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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