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Sentenza

Sentenza n. 873/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’annullamento - del provvedimento -OMISSIS-, prot. n. -OMISSIS- del 05.07.2021 con il quale è stata denegata la richiesta di titolo abilitativo in sanatoria di cui all’istanza di condono prot. n-OMISSIS- del 09.05.1995; - del provvedimento prot. -OMISSIS-, del 25.01.2021 con il quale è stata dichiarata l’improcedibilità della perizia giurata prot. -OMISSIS- del 24/09/2020 (Cron.-OMISSIS-) anticipativo del predetto provvedimento di diniego; - di tutti gli atti esecutivi, pregressi e presupposti, connessi e dipendenti.

Giustizia amministrativa202102139

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di condono edilizio relativo a opere abusive e precedente dichiarazione di improcedibilità della perizia giurata

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva presentato nel 1995 un’istanza di condono per la regolarizzazione di un’unità immobiliare allo stato grezzo, posta al secondo piano di un edificio residenziale. Nel 2021 il Comune aveva dichiarato improcedibile la perizia giurata prodotta dal ricorrente, rilevando difformità tra la situazione rappresentata nella perizia e quella risultante dalla documentazione originaria: diversa altezza dell’unità immobiliare, diversa configurazione della copertura e indicazione dell’immobile come definito e dotato di impianti anziché allo stato grezzo. Il successivo diniego di condono era motivato sulla base di tali difformità, ritenute indicative di interventi edilizi abusivi successivi alla presentazione della domanda. Il ricorrente ha dedotto, in primo luogo, che la normativa regionale sul recupero dei sottotetti non prevederebbe rigide preclusioni e che le difformità relative alle altezze sarebbero riconducibili a un errore grafico del tecnico e a lavori di rifacimento della copertura con realizzazione di un cordolo, comunicati al Comune nel 2013; ha inoltre sostenuto che la configurazione della copertura non sarebbe stata modificata. Con un secondo motivo ha lamentato l’omessa istruttoria tecnica in ordine alla possibile compromissione della staticità delle altre unità immobiliari derivante dalla demolizione dell’abuso.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo il diniego fondato sulla realizzazione di interventi edilizi abusivi successivi alla presentazione dell’istanza di condono, idonei ad alterare la configurazione strutturale dell’immobile. In assenza di una specifica previsione normativa che consenta modifiche dell’oggetto della sanatoria, ogni intervento che alteri tale configurazione compromette la procedibilità della domanda. Per questa ragione le argomentazioni relative alla disciplina regionale del recupero dei sottotetti sono state ritenute estranee alla controversia. Il Collegio ha giudicato non convincenti le deduzioni del ricorrente, rilevando dalle fotografie originarie e dagli elaborati grafici successivi una maggiore altezza attuale dell’edificio, una diversa distanza tra l’apertura dell’ultimo piano e la copertura, una possibile maggiore altezza dell’apertura stessa e una diversa conformazione del tetto, da copertura a falda inclinata verso il prospetto a copertura a doppia falda. Anche la differenza tra le altezze indicate nella planimetria catastale e quelle riportate nella perizia giurata non è stata ritenuta spiegabile con il semplice errore del tecnico, non essendo tale asserzione assistita da prova. Il Comune ha quindi correttamente ritenuto che l’immobile fosse stato modificato dopo la realizzazione dell’abuso oggetto della domanda di condono. Il motivo relativo alla mancata verifica della staticità è stato dichiarato non pertinente, poiché il provvedimento impugnato riguardava esclusivamente il rigetto dell’istanza di condono e non una misura repressiva o demolitoria. Le spese sono state compensate, considerando la natura solo formale delle difese comunali e la necessità di due ordinanze istruttorie per ottenere la documentazione in possesso dell’amministrazione.

Norme richiamate

  • Normativa regionale in materia di recupero dei sottotetti

    La relativa disciplina non è stata ritenuta pertinente, poiché la domanda di condono è stata compromessa da interventi successivi che hanno alterato la configurazione dell’immobile.

  • Norme tecniche per le costruzioni

    L’esigenza di adeguare il fabbricato alle tecniche costruttive non esonera dall’acquisizione del necessario titolo edilizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In assenza di una specifica previsione normativa che consenta modifiche dell’oggetto della sanatoria, gli interventi edilizi abusivi realizzati dopo la presentazione della domanda di condono e idonei ad alterare la configurazione strutturale dell’immobile compromettono la procedibilità della domanda.
  • Il diniego di condono può essere legittimamente fondato sul raffronto tra la documentazione originaria allegata alla domanda e la documentazione successiva, comprese fotografie, planimetrie ed elaborati grafici, quando da tale raffronto emergano modifiche sostanziali dell’immobile.
  • L’affermazione secondo cui le difformità planimetriche dipenderebbero da un errore materiale del tecnico non è sufficiente a superare gli elementi istruttori contrari se non è accompagnata da adeguati riscontri probatori.
  • La necessità di eseguire interventi di adeguamento alle norme tecniche costruttive non esclude l’obbligo di munirsi del titolo edilizio richiesto dall’ordinamento.
  • Le questioni relative alla staticità dell’edificio e alle conseguenze di una possibile demolizione dell’abuso non sono pertinenti nel giudizio contro il solo diniego di condono, quando l’amministrazione non abbia adottato una misura demolitoria.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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