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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11585/2022 del 29/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del 13/10/2021 che aveva dichiarato inammissibile l'appello ex art.322-bis cod. proc. pen. contro l'ordinanza n.3114/21 del 17/09/2021, con cui era stata rigettata la richiesta di autorizzazione ad eseguire accertamenti tecnici ai sensi dell'art.233, comma 1-bis, cod. proc. pen., su porzione di Piazza Bilotti ancora sottoposta a sequestro preventivo. I ricorrenti deducevano che il provvedimento impugnato incideva sul diritto di difesa e sulla consistenza probatoria (in particolare per evitare che i lavori di consolidamento autorizzati dal Tribunale, sulla base di una consulenza tecnica del Comune, modificassero irreversibilmente lo stato dei luoghi), e che quindi l'ordinanza doveva essere ritenuta appellabile ai sensi dell'art.322-bis cod. proc. pen.; contestavano altresì l'uso di un precedente giurisprudenziale relativo all'art.327-bis (sequestro probatorio) non pertinente al sequestro preventivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i ricorsi, ritenendo che l'ordinanza che rigetta la richiesta di esecuzione di accertamenti ex art.233, comma 1-bis, cod. proc. pen. abbia natura processuale e incida sul diritto di difesa, rientrando pertanto nella nozione di "ordinanze in materia di sequestro preventivo" appellabili ai sensi dell'art.322-bis cod. proc. pen. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Cosenza e ha rinviato lo stesso Tribunale per il nuovo esame dell'appello cautelare.

Norme richiamate

  • art. 233, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    prevede la facoltà per il difensore di chiedere l'autorizzazione a far esaminare dal proprio consulente le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano

    La Corte interpreta la norma come strumento processuale a tutela del diritto di difesa, che consente al consulente della difesa esami non pregiudizievoli e rilevanti per contestare consulenze della controparte; il rigetto di tale istanza ha natura processuale e può incidere sul diritto di difesa

  • art. 322-bis, cod. proc. pen.

    disciplinare l'appello contro le ordinanze in materia di sequestro preventivo

    La disposizione consente l'appello avverso le ordinanze in materia di sequestro preventivo che incidono su posizioni di diritto soggettivo o sul vincolo cautelare; il rigetto dell'istanza ex art.233, comma 1-bis rientra in tale nozione poiché incide sull'esercizio del diritto di difesa

  • art. 322, cod. proc. pen.

    Richiamato in dottrina e giurisprudenza per distinguere i rimedi esperibili; la Corte lo usa per delineare i confini fra riesame e appello cautelare

  • art. 327-bis, cod. proc. pen.

    riguarda l'accesso ai luoghi e alle cose nel caso di sequestro probatorio

    La Corte sottolinea la differenza tra istanze relative al sequestro probatorio (art.327-bis) e al sequestro preventivo (art.233, comma 1-bis), constatando che la giurisprudenza richiamata dal Tribunale (Barba) non era applicabile al caso di sequestro preventivo

  • art. 24 Cost. e art. 6 CEDU

    Riferimenti ai principi costituzionali e convenzionali sul diritto alla difesa e al giusto processo, a supporto dell'idea che misure che limitano l'efficacia della difesa possono essere soggette a impugnazione

Massime di principio

  • Il rigetto dell'istanza di autorizzazione per accertamenti tecnici ex art.233, comma 1-bis, cod. proc. pen. è un'ordinanza di natura processuale che incide sul diritto di difesa e, quindi, è appellabile ai sensi dell'art.322-bis cod. proc. pen.
  • Occorre distinguere le ordinanze "amministrative" relative alla gestione ordinaria dei beni sequestrati (non appellabili) dai provvedimenti che incidono sulla consistenza del bene o su posizioni giuridiche soggettive e sul diritto di difesa (appellabili); il carattere procedurale e l'effetto sulla prova e sulla possibilità difensiva sono elementi decisivi
  • La giurisprudenza sul sequestro probatorio (art.327-bis) non è automaticamente trasferibile al regime del sequestro preventivo; i giudici devono verificare la specifica natura dell'istanza prima di escludere l'appellabilità
  • In presenza di interventi autorizzati sui beni sequestrati (lavori di consolidamento, manutenzione) la difesa deve tempestivamente chiedere e, se necessario, impugnare eventuali dinieghi di accesso o esami tecnici per evitare alterazioni dello stato dei luoghi che compromettano la prova
  • Quando un provvedimento giudiziario si fonda su consulenze di parte pubblica (es. CTU o perizia comunale), l'autorizzazione a indagini difensive non può essere impedita se tali indagini sono strumentali a verificare o confutare i rilievi della controparte

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