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Ordinanza

Ordinanza n. 217/2026 - Bari, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’ordinanza dirigenziale n. -OMISSIS- emessa dal Comune di Foggia (Servizio Urbanistica, Pianificazione e Sviluppo del Territorio) in data -OMISSIS- (Protocollo Generale n.-OMISSIS-) e notificata il successivo -OMISSIS-; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale, ove occorra e nei limiti dell’interesse.

Giustizia amministrativa202600689

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di ingiunzione di demolizione relativa a un vano in muratura e a opere pertinenziali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, un’ordinanza dirigenziale del Comune di Foggia con cui è stata ingiunta la demolizione di un vano in muratura. Il testo non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma dalla motivazione cautelare emerge che la contestazione riguardava un manufatto composto da tre vani e accessori, con porticato perimetrale, realizzato sine titulo in ampliamento di un fabbricato principale privo di idoneo titolo edilizio. La D.I.A. richiamata dai ricorrenti concerneva invece la costruzione, di carattere provvisorio, di un piccolo fabbricato destinato alla protezione di un pozzo, del motore e dell’autoclave.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare, ritenendo che, sulla base della sommaria delibazione propria della fase cautelare, il ricorso non fosse assistito dal fumus boni juris. In particolare, ha considerato rilevante che il vano oggetto dell’ingiunzione fosse stato realizzato senza titolo edilizio, in ampliamento di un fabbricato anch’esso privo di idoneo titolo, e che la D.I.A. invocata riguardasse soltanto un piccolo fabbricato provvisorio per la protezione del pozzo e degli impianti, non il manufatto effettivamente contestato. Il periculum in mora non è stato specificamente esaminato, risultando già insussistente il fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate, anche in considerazione del fatto che il manufatto principale era stato realizzato dal dante causa dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il giudice ha respinto la domanda di sospensione per carenza del fumus boni juris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l’ingiunzione di demolizione presenta un fumus favorevole all’amministrazione quando, sulla base degli atti disponibili, il manufatto risulti realizzato sine titulo e costituisca un ampliamento di un fabbricato principale anch’esso privo di idoneo titolo edilizio.
  • Una D.I.A. relativa alla costruzione provvisoria di un piccolo fabbricato destinato alla protezione di un pozzo e dei relativi impianti non costituisce titolo idoneo a legittimare un diverso manufatto composto da più vani e accessori con porticato perimetrale.
  • Nella fase cautelare, accertata la carenza del fumus boni juris, il giudice può respingere la domanda di sospensione senza procedere a una distinta valutazione del periculum in mora.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicità

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