Sentenza n. 1289/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, n. 1118/2024, che aveva riconosciuto la carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, n. 1118/2024, pubblicata il 23 ottobre 2024 e passata in giudicato. La pronuncia aveva condannato il Ministero a riconoscerle la carta elettronica del docente prevista dall’art. 1, comma 121, l. 107/2015 per gli anni scolastici 2019/2023, nella misura di 500 euro per ciascun anno, nei limiti della prescrizione quinquennale. Dopo che il Ministero ha documentato l’accredito dell’importo nel borsellino elettronico il 4 dicembre 2025, la ricorrente ha confermato l’avvenuto adempimento e ha chiesto la rifusione delle spese del giudizio, invocando la soccombenza virtuale dell’amministrazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l’importo riconosciuto dal giudicato era stato accreditato nel borsellino elettronico della ricorrente il 4 dicembre 2025. Ha tuttavia posto le spese del giudizio di ottemperanza a carico del Ministero, applicando il principio della soccombenza virtuale: il tardivo adempimento confermava l’incontestata fondatezza della pretesa. Le spese sono state liquidate in 500 euro, oltre rimborso forfettario del 15%, CPA e IVA se dovuta, con distrazione al difensore dichiaratosi antistatario. Nella liquidazione il TAR ha considerato sia il comportamento collaborativo del Ministero, che aveva pagato, sia la serialità dei ricorsi analoghi patrocinati dal medesimo difensore, che consentiva di ripartire l’impegno professionale e giustificava la riduzione del compenso.
Norme richiamate
artt. 112 ss. c.p.a.
Con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a. parte ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza in epigrafe, con la quale il Tribunale di Bergamo ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscerle la carta elettronica del docente di cui all’art. 1, comma 121, l. 107/2015 per gli aa.ss. 2019/2023, per l’importo di € 500,00 annui, nei limiti della prescrizione quinquennale.
Il giudizio di ottemperanza è stato promosso per ottenere l’attuazione del giudicato che aveva riconosciuto alla docente il beneficio economico per gli anni scolastici indicati.
art. 34, comma 5, c.p.a.
In ragione di quanto sopra, si deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
L’avvenuto adempimento della pretesa nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere.
art. 4, comma 2, d.m. 55/2014
Analogamente alla fattispecie disciplinata dalla citata disposizione, anche nel caso in esame la situazione sostanziale e processuale dei ricorrenti assistiti dal medesimo difensore è identica, così come le questioni trattate, il che giustifica la liquidazione del compenso qui disposta.
L’identità delle posizioni sostanziali e processuali e delle questioni trattate in ricorsi seriali può giustificare una riduzione del compenso liquidato, in ragione della ripartizione dell’impegno professionale su più giudizi.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione adempie nel corso del giudizio di ottemperanza alla prestazione imposta dal giudicato, viene meno la materia del contendere.
- L’adempimento tardivo, se conferma la fondatezza della pretesa azionata in ottemperanza, giustifica la condanna dell’amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
- Nella liquidazione delle spese relative a ricorsi seriali, l’identità delle posizioni sostanziali e processuali e delle questioni trattate può giustificare una riduzione del compenso, tenuto conto della ripartizione dell’impegno professionale su più giudizi.
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