Cassazione Penale, Sentenza n. 32325/2022 del 02/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame del sequestro preventivo per equivalente di euro 509.402,47 disposto dal GIP. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio motivazionale relativo al fumus commissi delicti: sosteneva che la crisi di liquidità fosse incolpevole e derivante dalla revoca delle linee di credito (situazione iniziata nel 2012) e non imputabile agli anni 2016-2017; che il procedimento per il 2015 era stato archiviato per impossibilità obiettiva di adempiere; che la continuità aziendale era stata preservata e che i debiti tributari erano stati affrontati con piani di rientro concordati; inoltre contestava la confisca di somme su conto (anche parzialmente riconducibili all'ex coniuge) e il sequestro di beni acquistati prima della commissione dei reati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso attaccasse principalmente il percorso argomentativo del giudice del riesame, mentre il sindacato in cassazione su misure cautelari reali è limitato a violazioni di legge. Sul punto del fumus del reato, la Corte ha confermato che il giudice del riesame può compiere una valutazione sommaria anche sull'elemento soggettivo e che il reato di omesso versamento delle ritenute è punibile a titolo di dolo generico; per il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente è sufficiente individuare beni fino alla concorrenza del valore del profitto, senza che i beni debbano essere il profitto diretto. La corte ha inoltre rilevato la manifesta infondatezza dell'impugnazione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 10-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma penale fiscale richiamata come titolo di reato per l'omesso versamento delle ritenute; nel testo di corte si afferma che il reato si consuma alla scadenza del termine per la dichiarazione e che è punibile a titolo di dolo generico (mera consapevolezza dell'omissione).
art. 325 cod. proc. pen.
Norma che limita il sindacato in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai soli motivi attinenti a violazione di legge; la Corte la utilizza per escludere un esame di merito dell'iter argomentativo del giudice del riesame.
art. 273 cod. proc. pen.
Richiamato nel testo in riferimento al concetto di 'gravi indizi di colpevolezza'; la Corte precisa che, pur non essendo richiesti per il fumus nelle misure cautelari reali i medesimi livelli delle misure personali, per il sequestro preventivo è comunque necessaria l'esistenza di concreti e persuasivi elementi indiziari.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che dispone conseguenze economiche a carico della parte per impugnazioni inammissibili; applicata per liquidare la somma di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende e le spese processuali.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge: criticare l'argomentazione del giudice del riesame senza individuare una specifica violazione normativa porta all'inammissibilità.
- In sede di riesame il giudice compie una valutazione sommaria del fumus del reato che può riguardare anche l'elemento soggettivo; tuttavia tale valutazione è necessariamente sommaria e non sostituisce il giudizio di merito.
- Per la confisca per equivalente non è necessario che i beni sequestrati siano il profitto diretto del reato, ma è sufficiente la conoscibilità di beni fino alla concorrenza del valore del profitto.
- Le doglianze non sollevate in sede di riesame e le questioni manifestamente infondate possono essere rigettate dalla Cassazione come inammissibili; l'inammissibilità comporta spesso condanna alle spese e all'onere verso la Cassa delle ammende.
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