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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34803/2024 del 16/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che confermava la condanna per vendita di merce contraffatta (artt. 110 e 474 c.p.). I motivi di cassazione contestavano: 1) mancata possibilità di replica a causa del deposito in fascicolo, pochi giorni prima dell'udienza, di memorie delle parti civili; 2) omissione della proposta o dell'avviso sulla sospensione condizionale della pena (art. 545-bis c.p.p.); 3) indeterminatezza del capo di imputazione (mancanza di descrizione di fatti, tempi e luoghi); 4) vizi nella formazione e nella provenienza dei documenti e degli elementi probatori (catena di custodia, acquisizione di beni, perizia giudiziale ritenuta inidonea); 5) insufficiente prova del dolo e del ruolo organizzativo di Frau (mera intermediazione); 6) vizi nelle statuizioni civili per mancata correlazione fra attività e prodotti dei marchi citati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi per carenza di specificità o perché attengono alla valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità. Ha confermato che: la dichiarazione di astensione del difensore non giustifica il rinvio; il rito cartolare e le regole sul deposito delle memorie (art. 23-bis d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020) non configurano pregiudizio automatico; la mancata formulazione dell'avviso ex art. 545-bis non comporta nullità dato il potere discrezionale del giudice; il capo di imputazione era sufficientemente determinato; la valutazione della prova e della riconducibilità dei beni alla società è questione di merito e non merita revisione in cassazione; non era necessaria perizia per accertare la contraffazione; il dubbio ragionevole deve essere ancorato a riscontri probatori concreti. Ha condannato i ricorrenti alle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 110 e art. 474, comma 2, cod. pen.

    art. 110 e 474, secondo comma, cod. pen.

    Configurano la partecipazione al reato e il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; la Corte ha ritenuto provata la responsabilità degli imputati sulla base delle risultanze di merito.

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita i motivi ammissibili in cassazione: i ricorrenti devono rispettare i limiti di specificità previsti, pena l'inammissibilità.

  • art. 23-bis d.l. n. 137/2020 conv. con l. n. 176/2020

    art. 23 bis d.l. n. 137 del 2020, conv. con l. n. 176 del 2020

    Nel rito cartolare d'appello è previsto un termine unico per il deposito delle memorie delle parti diverse dal pubblico ministero; ciò limita le doglianze sulla mancata possibilità di replica se non specificamente dimostrata la lesione del contraddittorio.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    art. 545-bis cod. proc. pen.

    Prevede l'avviso sulla possibilità di chiedere una pena sostitutiva; la Corte ha precisato che l'omissione non comporta automaticamente la nullità quando il giudice abbia implicitamente ritenuto inesistenti i presupposti per la misura.

  • art. 530 cod. proc. pen., primo comma

    art. 530, primo comma, cod. proc. pen.

    Define il criterio del dubbio ragionevole; la Corte sottolinea che il dubbio deve essere fondato su ricostruzioni plausibili e ancorate alle risultanze probatorie, non su mere ipotesi congetturali.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha disposto la condanna dei ricorrenti alle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili.

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile ottenere la riconsiderazione delle prove di merito salvo vizi di motivazione rilevanti o violazioni di legge: le censure generiche o la richiesta di rivalutazione probatoria sono inammissibili
  • Le eccezioni procedurali relative a tardivi depositi di memorie o ad adesioni ad astensioni degli avvocati richiedono prova precisa dell'effettivo pregiudizio e del momento del deposito; in rito cartolare i termini stabiliti dalla normativa d'emergenza possono limitare tali doglianze
  • L'omessa comunicazione dell'avviso ex art. 545-bis non determina automaticamente nullità: il giudice ha potere discrezionale sulle misure sostitutive e l'assenza dell'avviso può essere interpretata come implicita valutazione negativa dei presupposti
  • La descrizione del fatto nel capo di imputazione è sufficiente se indica periodo e marchi interessati, perché l'imputato può prendere conoscenza del resto anche dagli atti di causa; la contestazione non richiede dettagli iper-specifici purché il diritto di difesa non sia compromesso
  • La prova della contraffazione può essere valutata senza perizia quando il giudice, nel libero convincimento, ritiene che gli elementi probatori siano sufficienti; però le contestazioni sulla provenienza della merce e sulla catena di custodia devono essere formulate con puntualità e supportate da elementi processuali
  • Il dubbio ragionevole deve essere un'ipotesi motivata e ancorata a elementi probatori concreti; mere congetture alternative non sono idonee a far cadere una ricostruzione probatoria fondata e univoca
  • Le statuizioni civili (risarcimento) seguono la responsabilità penale accertata e possono essere confermate se la correlazione tra attività e danno è adeguatamente motivata dal giudice di merito

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