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Sentenza

Sentenza n. 9935/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento del provvedimento emesso dal Questore di Roma in data 20.01.2023, notificato in data 10.02.2023, con il quale veniva decretato il rifiuto dell'istanza volta ad ottenere la conversione del permesso di soggiorno per “casi speciali”, regime transitorio – art. 1, co. 9, del d.l. 113/2018, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, presentata dal sig. -OMISSIS- in data 06.10.2020;

Giustizia amministrativa202304449

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per casi speciali, in regime transitorio, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia per ricongiungersi ai genitori e già titolare di un permesso di soggiorno per casi speciali rilasciato dopo il riconoscimento dei presupposti della protezione umanitaria, aveva presentato domanda di conversione in permesso per lavoro subordinato. Dopo un lungo periodo senza risposta, l'amministrazione comunicava il preavviso di rigetto, richiamando una condanna per un reato in materia di stupefacenti, una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, una denuncia per violazione dell'art. 388 c.p. e un avviso orale del Questore. Il diniego finale era motivato dalla presunta pericolosità sociale del richiedente. Il ricorso deduceva: violazione dell'art. 6, comma 1, lett. b), l. 241/1990 ed eccesso di potere per assenza di istruttoria; motivazione contraddittoria, erronea valutazione dei fatti, ingiustizia manifesta e violazione dell'art. 19, comma 1.2, d.lgs. 286/1998; violazione dell'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998 e insussistenza di una pericolosità sociale concreta e attuale. Il ricorrente sosteneva inoltre l'illegittimità dell'automatismo ostativo fondato sulla condanna in materia di stupefacenti, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 88/2023.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, compensando le spese. Ha rilevato che il precedente orientamento, secondo cui le condanne in materia di stupefacenti costituivano automaticamente causa ostativa al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno senza necessità di un autonomo accertamento della pericolosità sociale, deve essere aggiornato alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 88/2023. Tale pronuncia ha escluso l'automatismo per determinate condanne, imponendo una verifica concreta della pericolosità sociale e un bilanciamento proporzionato degli interessi coinvolti. Tuttavia, nel caso concreto, il ricorrente non risultava gravato soltanto dalla condanna in materia di stupefacenti, ma anche da ulteriori reati e da un avviso orale del Questore. Tali elementi, secondo il TAR, rafforzavano la valutazione negativa dell'amministrazione, anche se non erano stati puntualmente esplicitati nel provvedimento, poiché al momento dell'adozione del diniego era ritenuto sufficiente ricondurre la condotta a una fattispecie automaticamente ostativa. Il Collegio ha comunque osservato che la risalenza dei fatti e il nuovo indirizzo giurisprudenziale consentono all'interessato di riproporre la domanda; in tale eventuale nuovo procedimento l'amministrazione dovrà effettuare una comparazione concreta delle condizioni rilevanti. La cautelare era già stata respinta con precedente ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 1, lett. b), l. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla completezza dell'istruttoria procedimentale.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Richiamato in relazione alla comunicazione dei motivi ostativi adottata prima del diniego.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    La disciplina è stata oggetto dell'intervento della Corte costituzionale sull'automatismo delle cause ostative al soggiorno.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Impone, nei casi indicati dalla giurisprudenza costituzionale, una valutazione concreta della pericolosità sociale e un bilanciamento degli interessi, anche considerando i legami familiari.

  • art. 19, comma 1.2, d.lgs. 286/1998

    Invocato dal ricorrente in relazione all'inespellibilità del cittadino straniero.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    La Corte costituzionale ha escluso l'automatica ostatività di determinate condanne relative a tale fattispecie senza verifica concreta della pericolosità sociale.

  • art. 3 d.lgs. 159/2011

    Costituisce la base normativa dell'avviso orale adottato dal Questore e valorizzato dal TAR come elemento rafforzativo della valutazione negativa.

  • art. 8 CEDU

    Richiamato quale parametro del principio di proporzionalità nel bilanciamento tra sicurezza pubblica e diritti dello straniero.

  • sentenza Corte costituzionale n. 88/2023

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'automatismo ostativo per alcune condanne, richiedendo all'autorità una verifica concreta della pericolosità sociale.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata respinta con ordinanza precedente.

Massime di principio

  • L'automatica ostatività di una condanna al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno non può operare nei casi coperti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 88/2023 senza una verifica concreta della pericolosità sociale del richiedente e un ragionevole bilanciamento degli interessi coinvolti.
  • La valutazione della pericolosità sociale dello straniero può fondarsi, oltre che sulla singola condanna, anche sulla presenza di ulteriori condanne, denunce o provvedimenti di prevenzione, purché tali elementi siano concretamente considerati nel procedimento.
  • La risalenza dei fatti e il mutamento del quadro giurisprudenziale non determinano automaticamente l'illegittimità del diniego adottato sulla base della disciplina e dell'orientamento allora applicati, ma consentono all'interessato di riproporre la domanda, imponendo all'amministrazione una nuova comparazione concreta delle condizioni rilevanti.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaPrincipi di precauzione e prevenzione

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