Cassazione Civile, Sentenza n. 21103/2024 del 29/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di merito che aveva ritenuto applicabili i nuovi criteri di determinazione dei canoni demaniali introdotti dalla legge finanziaria 2007 (art. 1, commi 251 e 252, L. n. 296/2006) con decorrenza 1.1.2007. La ricorrente deduce che, alla luce della giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 29/2017), i criteri commisurati al "valore di mercato" non si applicano alle concessioni in corso che prevedono la realizzazione di impianti e infrastrutture da parte del concessionario; inoltre contesta il computo del canone "tabellare", sostenendo che l'amministrazione ha incluso nella base imponibile una superficie di mq 13.002,78 con opere di difficile rimozione realizzate dalla concessionaria durante il rapporto concessorio e che tali aree/opere non avrebbero dovuto concorrere al calcolo del canone.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto applicabili i criteri previsti dal comma 251 (canone "tabellare") e che, nella fattispecie, l'aumento reclamato dall'amministrazione era stato effettuato con criterio "tabellare" e non con criterio "di mercato". La Corte ha inoltre rilevato che la ricorrente non ha rispettato l'onere di autosufficienza richiesto in cassazione: non ha riprodotto negli atti gli ordini di introito e i documenti decisivi (p. es. comunicazione del Comune del 6.4.2009) né indicato in quale atto di merito erano stati dedotti, rendendo impossibile il controllo "ex actis". È stato quindi escluso l'esame nel merito della censura sul computo del canone e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di lite in cassazione (liquidate in complessivi euro 11.000,00 oltre spese prenotate a debito).
Norme richiamate
Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007)
Il comma 251 stabilisce i criteri "tabellari" di determinazione dei canoni per concessioni a finalità turistico-ricreative, comprensivi di specifiche tariffe per "area occupata con impianti di difficile rimozione"; la Corte ha interpretato che tale disciplina si applica ai rapporti concessori gestiti dal privato alla data del 1.1.2007, indipendentemente dalla data di rilascio della concessione. Il comma 252 estende l'applicazione delle misure di cui alla lett. b) anche alle concessioni per realizzazione e gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto.
Decreto-legislativo n. 400/1993
art. 3, comma 1, lett. b)
Riferimento normativo richiamato per l'identificazione delle categorie di concessioni cui applicare i canoni; la giurisprudenza ha collegato le modifiche 2007 a tale disciplina originaria, integrandola con i criteri tabellari aggiornati.
Codice della navigazione
Riferimenti usati per qualificare le pertinenze demaniali marittime e le opere demaniali; nella motivazione si richiama che le pertinenze demaniali marittime assumono rilevanza nella distinzione tra canone per suolo e trattamento dei manufatti.
Codice di procedura civile
art. 360, 1° co., n. 3; art. 366, 1° co., n. 6; art. 116; art. 13 d.P.R. n. 115/2002 (richiamato in sentenza)
Art. 360 n.3 invocato per motivi di cassazione; art. 366 n.6 e principio di autosufficienza richiedono che il ricorso per cassazione riproduca e indichi i documenti dei quali ci si duole non valutati dal giudice di merito; l'omissione determina inammissibilità delle censure fondate su documenti non riprodotti. Art. 116 e disposizioni procedurali sono richiamate per profili processuali.
Sentenza Corte costituzionale
n. 29/2017 (e citazione della n. 302/2010)
La Corte costituzionale ha chiarito che i criteri commisurati al valore di mercato non si applicano alle concessioni non scadute che prevedono la realizzazione di impianti e infrastrutture da parte del concessionario; in tali casi il canone concerne l'uso del suolo e non i manufatti sui quali può persistere la proprietà superficiaria del concessionario. Tuttavia, nella fattispecie la richiesta dell'amministrazione era stata commisurata al criterio tabellare e non a quello di mercato, rendendo inapplicabile la rilevazione della ricorrente.
Giurisprudenza di legittimità citata
Cass. sez. un. 29.12.2020, n. 29771; Cass. sez. un. 27.12.2019, n. 34469; altre ord. indicate
La Cassazione ha ribadito che la disciplina 2007 si applica ai rapporti gestiti al 1.1.2007 e ha precisato i limiti del giudicato nei rapporti di durata e i requisiti di autosufficienza del ricorso per cassazione.
Massime di principio
- I criteri "di mercato" introdotti dalla finanziaria 2007 non si applicano, secondo la Consulta, alle concessioni non scadute che prevedono l'obbligo per il concessionario di realizzare impianti/infrastrutture: per queste l'aumento può riguardare l'utilizzo del suolo e non i manufatti di proprietà superficiaria del concessionario.
- I criteri "tabellari" del comma 251 L. 296/2006 possono trovare applicazione anche alle concessioni in corso alla data del 1.1.2007, quando il privato gestisce i beni demaniali alla predetta data.
- In cassazione non è possibile sollevare questioni fondate su documenti decisivi senza riprodurli nel ricorso e indicarne la collocazione nel fascicolo: il mancato rispetto dell'onere di autosufficienza comporta l'inammissibilità della censura.
- Gli effetti di eventuali pronunce amministrative o di altri giudizi (es. Consiglio di Stato) possono avere limitata efficacia di "giudicato" nei rapporti di durata: il vincolo opera solo per fatti (o aspetti) identici e permanenti, non per periodi diversi o elementi variabili.
- Se si contesta l'inclusione nella base imponibile di aree con opere di difficile rimozione, occorre allegare e documentare puntualmente in quale atto del giudizio di merito la questione fu proposta e quali documenti giustificano l'esclusione; una deduzione generica nel ricorso per cassazione è insufficiente.
- In contenziosi su canoni demaniali, distinguere chiaramente tra (a) disciplina applicabile (tabellare vs mercato), (b) natura dell'area/opere (suolo vs manufatto) e (c) periodo considerato, è cruciale: la strategia probatoria deve dimostrare ciascun elemento davanti al giudice di merito e riprodurre gli atti essenziali in cassazione.
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