Cassazione Civile, Sentenza n. 21104/2024 del 29/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Marche che aveva confermato la condanna e le sanzioni disposte a carico di Londei in qualità di amministratore di fatto/socio occulto del gruppo societario (tra cui BY NICOLINI SRL) per operazioni IVA infedeli relative agli anni 2007-2008. Il ricorrente deduceva tre motivi principali: 1) nullità della sentenza per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art. 112 c.p.c.); 2) violazione delle norme sul procedimento e sui termini di deliberazione (artt. 34 e 35 D.lgs. 546/92, con richiamo ai principi di oralità, immediatezza e concentrazione) per eccessiva dilazione tra udienze e pronuncia; 3) omessa pronuncia circa l'illegittimità delle sanzioni ex art. 7 d.l. 269/2003 (c.d. limitazione di responsabilità dell'ente) e art. 9 D.lgs. 472/1997, nonché censure su decadenza del potere di accertamento, ne bis in idem, carenza di motivazione e altri profili di fatto e di diritto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il secondo motivo (ritardo nella decisione): la CTR aveva validamente riservato la decisione ai sensi dell'art. 35 D.lgs. 546/92 e la violazione del termine dei 30 giorni non comporta automaticamente nullità della sentenza. Ha altresì ritenuto infondati il primo e il terzo motivo: la sentenza di merito dava risposta, in termini sostanziali, alle doglianze dell'appellante e ricostruiva compiutamente il quadro fattuale del cosiddetto "gruppo Londei", dimostrando che BY NICOLINI SRL era società "cartiera" inserita in un meccanismo di fatturazione fittizia e che Londei ne era il "dominus". Perciò non opera la limitazione di responsabilità dell'art. 7 d.l. 269/2003 (la società cartiera è mera fictio utilizzata per scopi illeciti) e le sanzioni potevano essere irrogate in capo alla persona fisica. Il ricorso è stato quindi respinto; Londei è condannato alla rifusione delle spese processuali e al pagamento del doppio contributo unificato.
Norme richiamate
D.lgs. 546/1992
art. 34, art. 35, art. 36
La CTR ha fatto riferimento all'art. 35 per giustificare la riserva di decisione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che il superamento del termine di 30 giorni per la deliberazione dopo la riserva non determini automaticamente nullità della sentenza
Codice di procedura civile
art. 112; art. 360 (primo comma, nn. 3 e 4)
Il vizio denunciato di violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art.112) è stato escluso perché la motivazione di merito ha dato risposta alle doglianze dedotte; i mezzi di cassazione ai sensi dell'art. 360 sono stati valutati non fondati
D.lgs. 472/1997
Norme richiamate in tema di sanzioni tributarie; la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione delle sanzioni alla persona fisica quando la società risulti cartiera o meramente strumentale
D.l. 269/2003
art. 7 (c.d. comma sull'esclusione della responsabilità personale quando la violazione è nell'interesse dell'ente)
La Corte ha interpretato l'art.7 come norma eccezionale applicabile solo se la persona fisica ha agito nell'interesse e a beneficio reale dell'ente; se la società è una 'cartiera' o fictio lo scudo non opera e la sanzione può colpire la persona fisica
D.P.R. 633/1972
Richiamato tra le norme fiscali contestate in relazione alla decadenza e ai termini di accertamento; la sentenza di merito ha affrontato i rilievi sulla decadenza senza esito favorevole per il ricorrente
D.P.R. 600/1973
Norma richiamata tra gli elementi di censura in merito agli obblighi fiscali; valutazione fattuale di merito ha escluso il successo delle censure
Legge 208/2015
Citata in relazione alla presunta inapplicabilità della novella riduttiva dei termini di accertamento; la CTR/ Cassazione hanno trattato la questione senza ritenere determinante a favore del contribuente
Costituzione
artt. 24, 97, 111 (richiami processuali e di garanzia)
I principi costituzionali sono stati evocati ma la Corte non ha ritenuto sussistente una violazione tale da incidere sulla validità del provvedimento di merito
Massime di principio
- La limitazione di responsabilità prevista dall'art. 7 d.l. 269/2003 è eccezionale: non opera quando la società risulti essere una "cartiera" o una fictio utilizzata per fini illeciti; in tal caso la sanzione può colpire la persona fisica che di fatto gestisce l'ente.
- La valorizzazione di elementi indiziari quali flussi finanziari, corrispondenze tra flussi di fatture e movimenti bancari, documentazione interna (es. cartelle "riservate") e ruoli amministrativi di fatto può fondare l'attribuzione di responsabilità al "dominus" anche in assenza di una prova diretta assoluta.
- La riserva di decisione da parte del giudice e il successivo superamento del termine di 30 giorni per la deliberazione non determinano automaticamente la nullità della sentenza; la valutazione rileva se siano stati rispettati i presupposti procedurali e le garanzie processuali delle parti.
- La censura per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato richiede che il giudice non abbia dato risposta alle deduzioni essenziali: una motivazione che sostanzialmente affronta e decide le questioni dedotte evita l'annullamento per tale vizio.
- L'onere di provare fatti contrari alle ricostruzioni probatorie del Fisco grava sul contribuente; in materia di frodi carosello e fatture inesistenti, le presunzioni e il dettaglio documentale possono essere determinanti.
- In giudizi complessi riuniti in un'unica udienza per posizioni afferenti a un medesimo presunto dominus, il giudice può decidere di trattare unitariamente le questioni; la delimitazione degli oggetti del giudizio deve però restare chiara e la motivazione deve collegare gli accertamenti fattuali alle conseguenze giuridiche.
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