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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46923/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la conferma della condanna per incendio boschivo: si censura l\'identificazione del ricorrente e la mancata prova del suo contributo al reato (concorso), la violazione del principio "oltre ogni ragionevole dubbio" e il mancato accoglimento della richiesta di rinnovazione dell\'istruttoria (escussione del maresciallo Pascale). Si invocava inoltre la riqualificazione del fatto in fattispecie meno gravi (art. 423 o 424 c.p.) e si lamentava un rigetto formale dei benefici di legge.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto incontrovertibile la presenza del ricorrente alla guida del fuoristrada identificato dagli operanti e la coerenza delle deposizioni (in particolare del vicebrigadiere Tindaro Caruso) che hanno riferito l\'avvicinamento del padre del ricorrente alla vegetazione incendiata e il rinvenimento sul mezzo di materiale idoneo all\'appiccamento. Perciò il comportamento del ricorrente è stato ritenuto idoneo a integrare il concorso ex art. 110 c.p. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto infondate le censure: il giudice d\'appello ha motivatamente rifiutato la rinnovazione istruttoria avendo ritenuto esaustiva la deposizione disponibile; ha correttamente escluso la riqualificazione in fattispecie meno gravi, valutando la natura della vegetazione come idonea a configurare un incendio boschivo ex art. 423-bis c.p.; ha motivatamente negato i benefici richiesti in relazione alla gravità della condotta e alla pena irrogata. Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell\'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Usato per configurare il concorso di persone nel reato: il giudice ha ritenuto che il conducente del mezzo che agevola l\'autore materiale integrasse un contributo causale paragonabile al ruolo di "conducente-palo".

  • art. 423-bis c.p.

    Applicata la fattispecie di incendio boschivo; il tribunale ha considerato comprensiva della tutela anche la "macchia mediterranea" e la sterpaglia, ritenendo che si sia propagato un vero incendio nella zona.

  • art. 423 c.p.

    Esaminata la possibilità di qualificare il fatto come semplice incendio ma esclusa perché la natura e l\'estensione del fuoco erano compatibili con l\'ipotesi di incendio boschivo.

  • art. 424 c.p.

    Richiesta la riqualificazione in danneggiamento seguito da incendio; la Corte l\'ha ritenuta inapplicabile per assenza del dolo specifico rivolto al solo danneggiamento senza previsione dell\'incendio.

  • art. 533, comma 1, c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in tema di motivazione e principio di prova; la Corte di legittimità ha ritenuto che la motivazione del giudice d\'appello fosse adeguata e sufficiente a escludere il vizio denunciato.

  • art. 603, comma 1, c.p.p.

    Norma sulla rinnovazione dell\'istruttoria in appello; la Corte ha confermato l\'orientamento secondo cui la rinnovazione è rimessa alla valutazione del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se correttamente motivata.

  • art. 133 c.p.

    Utilizzata per motivare la congruità della pena (tre anni) tenuto conto della pericolosità e offensività della condotta; tale valutazione ha anche inciso sul diniego dei benefici.

  • art. 616 c.p.p.

    Previsione della condanna alle spese e della sanzione pecuniaria per il ricorrente in caso di ricorso dichiarato inammissibile; la Corte ha applicato tale disposizione quantificando la sanzione in euro 3.000.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione ai presupposti per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; qui non sono emersi elementi tali da escludere la colpa, giustificando la sanzione.

Massime di principio

  • La mera distanza fisica dal luogo dell\'azione non esclude automaticamente il concorso: se chi si trova vicino fornisce un mezzo, un vantaggio o un contributo causalmente rilevante, può rispondere come concorrente (art. 110 c.p.).
  • L\'identificazione comprovata da deposizioni e dall\'ammissione dell\'imputato rafforza la valutazione della responsabilità; le valutazioni di merito su attendibilità e ricostruzione fattuale sono difficilmente sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate.
  • La rinnovazione dell\'istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e richiede la dimostrazione dell\'incompletezza degli atti: il semplice richiamo all\'escussione di un teste non è sufficiente senza indicare il concreto vulnus probatorio che ne deriverebbe.
  • La qualificazione del reato (incendio semplice vs incendio boschivo vs danneggiamento seguito da incendio) dipende dalla natura della vegetazione e dall\'estensione del fuoco; la giurisprudenza ammette che macchia mediterranea e sterpaglia rientrino nella nozione di "boschivo" ai fini dell\'art. 423-bis c.p.
  • Il diniego di benefici (sospensione condizionale della pena, non menzione) può essere motivato sulla base dell\'entità della pena e della pericolosità della condotta anche se sono state concesse attenuanti generiche.
  • In Cassazione il mancato confronto specifico con la motivazione di merito e la reiterazione di istanze già esaminate porta in genere all\'inammissibilità del ricorso; le doglianze devono affrontare con precisione le argomentazioni già svolte dal giudice d\'appello.

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