Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39773/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di Appello che aveva confermato la loro responsabilità per plurimi reati (violazione di domicilio, lesioni personali, rapina aggravata, porto in luogo pubblico di armi improprie), pur riducendo le pene riconoscendo l'attenuante ex art. 62 n.4 c.p.. Le censure principali: per Andrea Melidei mancato riconoscimento della causa di giustificazione (art. 52 c.p.) e difesa dell'esclusione della sua partecipazione ai fatti commessi mentre era su un'ambulanza; richiesta di riqualificazione della rapina in violenza privata (assenza di finalità di profitto); per Giovanni e Simone censura della qualificazione della rapina (assenza del dolo di profitto), mancata applicazione dell'attenuante di lieve entità evocata dalla sentenza della Corte costituzionale n.86/2024 e contestazione del loro concorso causale e doloso; per Patrizia contestazione del concorso morale limitato al solo accompagnamento, contestazione della qualificazione della rapina e diniego dell'attenuante costituzionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi per mancata specificità e perché manifestamente infondati. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse adeguatamente motivato la ricostruzione fattuale: gli imputati avrebbero agito congiuntamente contro le parti civili Del Colle, con uso di armi e con intenti punitivi; Andrea avrebbe colpito una persona con una pietra, Giovanni sarebbe giunto armato di mazza da baseball, e tutti avrebbero partecipato alla sottrazione del cellulare minacciando con un coltello. La Cassazione ha confermato i principi applicati dalla Corte d'appello, in particolare che il "profitto" ai fini della rapina può consistere in qualsiasi utilità, anche non economica, e che la gravità della condotta (più persone e uso di armi) ostava al riconoscimento della particolare tenuità. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen. (legittima difesa)

    I ricorrenti hanno invocato la causa di giustificazione; la Corte ha ritenuto che la ricostruzione dei fatti non supporti la sussistenza della legittima difesa, essendo le condotte riconducibili a ritorsione e non a difesa immediata.

  • art. 614 cod. pen. (violazione di domicilio)

    Contestata e riconosciuta per condotte di introduzione nella proprietà delle parti civili; la Corte d'appello ha ritenuto provata l'intromissione.

  • artt. 582 e 585 cod. pen. (lesioni personali)

    Le lesioni sono state attribuite agli imputati in relazione ai colpi e all'uso di pietre/armi; la Corte ha ritenuto infondata la versione difensiva sulla loro dinamica e sulla legittima difesa.

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    La Corte ha confermato la qualificazione in rapina aggravata: per la giurisprudenza citata il fine di profitto richiesto per il dolo specifico può consistere in qualsiasi utilita', anche non patrimoniale, e la sottrazione con violenza/minaccia integra il reato.

  • art. 4, legge 110/1975 (porto in luogo pubblico di armi o oggetti atti a offendere)

    Rilevata la presenza e l'uso di armi improprie (mazza, coltello), circostanza aggravante ai fini della ricostruzione della gravità del fatto.

  • art. 62 n. 4 cod. pen. (circostanza attenuante riconosciuta in appello)

    La Corte d'appello ha riconosciuto tale attenuante in favore degli imputati riducendo le pene; la Cassazione non ha riformato tale valutazione, limitandosi a dichiarare inammissibili i ricorsi.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 86/2024 (tenuita' del fatto)

    I ricorrenti invocavano la possibilita' di applicare l'attenuante della lieve entita' per la rapina; la Corte d'appello e la Cassazione hanno ritenuto che la gravita' (piu' persone, uso di armi) escludesse la sua applicazione.

Massime di principio

  • In Cassazione la verifica e' per lo piu' di legittimità: i giudizi di fatto e la valutazione della credibilità delle prove del giudice di merito sono sindacabili limitatamente a vizi logico-giuridici evidenti; ricostruzioni plausibili e ben motivate di merito restano inalterate.
  • Questioni non devolute al giudice d'appello (omesse o non dedotte in appello) non possono essere sollevate per la prima volta con il ricorso per cassazione e risultano inammissibili.
  • La qualificazione di rapina richiede violenza o minaccia e sottrazione della cosa mobile: il "profitto" necessario per il dolo specifico puo' essere qualsiasi utilità anche non economica, per cui l'assenza di un guadagno patrimoniale immediato non esclude necessariamente la rapina.
  • La legittima difesa (art. 52 c.p.) richiede elementi fattuali coerenti e riscontrabili; incongruenze nelle dichiarazioni delle parti non impediscono al giudice di merito di escludere la causa di giustificazione se prevalgono elementi che indicano azione ritorsiva.
  • L'uso di armi e l'azione compiuta da piu' persone sono fattori che aggravano la gravità del reato e rendono meno probabile il riconoscimento di attenuanti di particolare tenuità.
  • Il ricorso per cassazione deve essere specifico e motivato: censure generiche o riproposizioni della versione difensiva gia' valutata in grado di merito sono normalmente dichiarate inammissibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.