Cassazione Civile, Ordinanza n. 10524/2024 del 18/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (società)
La controversia
La società ricorrente ha chiesto la correzione di un errore materiale asseritamente contenuto nell'ordinanza n. 10785/2023 della Corte di cassazione, pronunciata nel precedente ricorso n. 22249/2016, limitatamente alla liquidazione delle spese di giudizio. Nel dispositivo dell'ordinanza precedente, infatti, le spese poste a carico della procedura resistente erano state liquidate in euro 4.400,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e spese generali, mentre secondo la ricorrente la somma corretta, corrispondente alla decisione effettivamente assunta dalla Corte e risultante dal verbale di camera di consiglio, era euro 10.700,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e spese generali. La resistente ha eccepito l'inammissibilità dell'istanza. La Corte ha rilevato che la correzione dell'errore materiale può essere disposta anche d'ufficio e senza limiti di tempo e ha accertato la sussistenza dell'errore nel dispositivo dell'ordinanza precedente.
La decisione
La Corte ha accolto l'istanza di correzione dell'errore materiale e ha disposto che il dispositivo dell'ordinanza n. 10785/2023 venga corretto nella parte relativa alle spese di lite: l'importo di euro 4.400,00 è sostituito con euro 10.700,00, sempre di cui euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e spese generali al 15%. Ha altresì mandato alla cancelleria per i provvedimenti di rito. L'eccezione di inammissibilità sollevata dalla procedura resistente non è stata accolta.
Norme richiamate
art. 391-bis c.p.c.
La correzione dell'errore materiale può essere disposta dalla Corte anche d'ufficio e senza limiti di tempo.
art. 287 c.p.c.
Norma richiamata come base procedurale per la correzione dell'errore materiale nel provvedimento.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto in un provvedimento della Corte di cassazione può essere corretto anche d'ufficio, senza limiti temporali, quando risulti un difetto di mera trascrizione o un disallineamento tra la decisione effettivamente assunta e il dispositivo.
- In presenza di una divergenza tra il verbale della camera di consiglio e il dispositivo del provvedimento, prevale la decisione effettivamente deliberata e documentata agli atti ai fini della correzione materiale.
- L'istanza di correzione non richiede una nuova valutazione del merito, ma solo l'adeguamento formale del provvedimento al contenuto reale della decisione già assunta.
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