Sentenza n. 8409/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento - del diniego di visto in ingresso per motivi di studio dell'11.11.2025, protocollo n. 2590; - di ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso e/o conseguente, anche implicito, se ed in quanto lesivo degli interessi del ricorrente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto d'ingresso per motivi di studio
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego di visto d'ingresso per motivi di studio adottato l'11 novembre 2025, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, nonché l'annullamento degli atti presupposti, connessi e conseguenti. Il testo della sentenza non espone analiticamente i motivi di ricorso, limitandosi a richiamarli come articolati nell'atto processuale.
La decisione
Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha avviato un procedimento di riesame e, dopo avere rivalutato l'intera documentazione prodotta dalla ricorrente, compresa quella depositata ex novo in sede di riesame, ha rilasciato il visto d'ingresso. Il rilascio del visto ha fatto venir meno l'interesse della ricorrente alla decisione sull'impugnazione del diniego. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., pronunciando in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Le spese di giudizio sono state compensate, in considerazione della notevole mole di pratiche di visto affluite presso la struttura consolare nei mesi più recenti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse
Il ricorso è improcedibile quando, per il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, non è più possibile ricavare un'utilità concreta dall'accoglimento della domanda.
art. 60 c.p.a.
definizione in forma semplificata
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, sentite le parti, quando ne ricorrono i presupposti.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, del visto d'ingresso precedentemente negato elimina l'interesse concreto e attuale alla decisione sull'impugnazione del diniego e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Il riesame amministrativo che si conclude con l'adozione del provvedimento richiesto può rendere inutile la prosecuzione del giudizio di annullamento, quando non residui alcuna utilità concreta derivante dalla pronuncia giudiziale.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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