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Sentenza

Sentenza del 23/09/2015 n. 4039 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ACCERTAMENTO - Verifica fiscale - Dichiarazioni rese del contribuente - Valore di confessione stragiudiziale - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La tesi secondo cui le dichiarazioni rese in sede di verifica non avrebbero valore determinante è stata respinta. Le dichiarazioni dell'imprenditore sono state ritenute idonee a fondare legittimamente l'accertamento fiscale di un maggior reddito imponibile, in conformità al precedente della Cassazione n. 22616/2014.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il valore probatorio delle dichiarazioni rese dall'imprenditore durante un accesso, una verifica o un controllo fiscale. È stato stabilito che tali dichiarazioni non costituiscono testimonianza, ma confessione stragiudiziale, poiché l'imprenditore è legato all'impresa da un rapporto di immedesimazione organica. Di conseguenza, le dichiarazioni possono essere utilizzate per dimostrare l'esistenza di un maggior reddito imponibile.

Norme richiamate

  • Principi in materia di confessione stragiudiziale e immedesimazione organica

    Le dichiarazioni rese dall'imprenditore durante le attività di accesso, verifica e controllo fiscale possono assumere valore di confessione stragiudiziale e non sono soggette alle regole proprie della prova testimoniale. In quanto provenienti dal soggetto organicamente collegato all'impresa, possono essere utilizzate per fondare l'accertamento del maggior reddito imponibile.

  • Cassazione civile, sentenza n. 22616/2014

    Il precedente è richiamato a conferma dell'orientamento secondo cui le dichiarazioni dell'imprenditore rese in sede di verifica fiscale hanno natura confessoria e possono costituire valido fondamento dell'accertamento tributario.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni spontanee rese dal contribuente o dall'imprenditore durante una verifica fiscale possono essere utilizzate contro l'impresa se contengono ammissioni di fatti fiscalmente rilevanti.
  • Non è necessario qualificare tali dichiarazioni come testimonianze: il loro valore può derivare dalla natura di confessione stragiudiziale.
  • Il rapporto di immedesimazione organica consente di imputare all'impresa le dichiarazioni rese dal suo imprenditore o rappresentante nell'ambito dell'attività aziendale.
  • Un accertamento fiscale può essere fondato anche sulle dichiarazioni rese nel corso del controllo, purché siano specifiche, riferibili al contribuente e idonee a dimostrare il maggior reddito.
  • In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe prestare particolare attenzione al contenuto delle dichiarazioni rese durante la verifica, poiché eventuali ammissioni possono avere efficacia probatoria significativa.

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