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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37938/2025 del 21/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 13/03/2025 che aveva rigettato il ricorso di Fabozzi avverso il provvedimento del 16/11/2022 di rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il ricorrente contestava: 1) la mancanza di specifici elementi fattuali nell'ordinanza che dimostrassero il superamento della soglia reddituale, con argomentazioni genericamente apodittiche; 2) l'uso di presunzioni fondate su congetture, fra cui una reinterpretazione non motivata di esiti assolutori di altri procedimenti penali e l'attribuzione di emissione di fatture false senza specificazione; 3) la mancata considerazione della non irrevocabilità del decreto di confisca posto a fondamento del rigetto e della non attinenza temporale dei dati di confisca (relativi a periodi fiscali anteriori al 2020) rispetto alle annualità cui si riferiva l'istanza.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per nuovo giudizio. La decisione si è basata sul principio secondo cui l'autocertificazione dell'istante ha valore probatorio e il giudice non può valutare la sua attendibilità se non in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti; le argomentazioni del Tribunale di merito sono state giudicate generiche, apodittiche e fondate su mere congetture, senza collegamento concreto con la situazione reddituale dell'interessato (in particolare con riferimento alle presunte fatture false e al procedimento di prevenzione patrimoniale concluso nel 2020). Ne è conseguito l'annullamento del provvedimento e il rinvio per una nuova valutazione motivata.

Norme richiamate

  • Sez. 4, n. 10512 del 13/01/2021, Pennestrì, Rv. 280939-01

    Sez. 4, n. 10512 del 13/01/2021, Pennestrì, Rv. 280939-01

    Principio secondo cui l'autocertificazione dell'istante per il gratuito patrocinio ha valenza probatoria e il giudice deve limitarsi a verificare i redditi esposti senza entrare nel merito dell'attendibilità, salvo trasmettere l'istanza all'intendente di finanza per accertamenti successivi

  • Sez. 4, n. 4628 del 20/09/2017 (dep. 2018), Tortorella, Rv. 271942-01

    Sez. 4, n. 4628 del 20/09/2017, dep. 2018, Tortorella, Rv. 271942-01

    Interpretazione che fissa il limite del sindacato giudiziale sull'autocertificazione: il rigetto dell'istanza può avvenire solo se sussistono indizi gravi, precisi e concordanti circa la disponibilità di risorse economiche incompatibili con quanto dichiarato

Massime di principio

  • L'autocertificazione per l'ammissione al gratuito patrocinio ha valore probatorio: il giudice deve in prima battuta limitarsi a verificare i redditi dichiarati e concedere il beneficio salvo elementi oggettivi e determinanti contrari
  • Il giudice non può rifiutare il patrocinio basandosi su deduzioni generiche, congetture o richiami non specificati a procedimenti penali o misure patrimoniali; è necessaria una motivazione puntuale che colleghi i fatti alle condizioni reddituali attuali
  • Per contestare l'attendibilità dell'autocertificazione occorrono indizi 'gravi, precisi e concordanti'; mere ipotesi o la presenza di procedimenti non definiti non sono sufficienti
  • Se emergono dubbi fondati sulla veridicità dell'autocertificazione, il giudice deve trasmettere copia dell'istanza e della documentazione all'intendente di finanza per gli accertamenti: solo un esito negativo di tale verifica può giustificare la revoca del beneficio
  • Le misure di prevenzione patrimoniali o i decreti di confisca utilizzati per valutare la soglia reddituale devono essere trattati con attenzione rispetto alla loro efficacia temporale e alla loro irrevocabilità; occorre dimostrare la pertinenza diretta ai redditi e alle annualità oggetto dell'istanza

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