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Sentenza

Sentenza n. 3983/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del T.R.G.A. della Provincia di Trento n. 72/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202500158

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TRGA della Provincia di Trento che aveva accolto il ricorso contro il diniego di permesso di costruire in variante per la realizzazione di un maggiore volume all’ultimo piano di un edificio residenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa immobiliare)

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda un intervento di demolizione e ricostruzione in zona edificata satura B1 del PRG del Comune di Trento, soggetto ai limiti di volume fuori terra, altezza del fronte e numero di piani, con possibilità di deroga mediante la premialità energetica prevista dall’art. 86 della legge provinciale n. 1/2008. Dopo il rilascio di un permesso di costruire che limitava il volume dell’ultimo piano a 700 mc, corrispondenti alla premialità energetica riconosciuta, la società presentava una variante per realizzare 1.108,60 mc, comprendenti anche spazi condominiali quali vano scala e ascensore. Il Comune respingeva l’istanza ritenendo che ogni volume posto oltre l’altezza massima di zona, compresi gli elementi non computabili nella superficie utile netta, dovesse essere coperto dalla premialità di 700 mc. Il Comune appellava la sentenza di primo grado deducendo violazione di legge e sostenendo che il TRGA avesse erroneamente qualificato la questione come problema di calcolo del bonus, mentre il tema riguardava la sua necessaria copertura di tutti i volumi eccedenti i parametri urbanistici, anche se non rilevanti ai fini della superficie utile netta. La società contestava inoltre l’ammissibilità della documentazione prodotta in appello relativa a una successiva istanza edilizia.

La decisione

Il Consiglio di Stato respinge l’appello e conferma la decisione favorevole alla società. Dichiara inammissibile la documentazione depositata dal Comune in appello, perché relativa ad atti successivi a quelli controversi e comunque non rilevanti per la decisione. Nel merito, interpreta l’art. 86 della legge provinciale n. 1/2008, la deliberazione della Giunta provinciale n. 1531/2010 e l’art. 37 delle NTA del PRG nel senso che, per le zone B1, il parametro edilizio rilevante è il volume fuori terra calcolato secondo il criterio del volume urbanistico fondato sulle superfici utili nette. La superficie utile netta esclude, tra l’altro, muri perimetrali, vani scala e vani ascensore comuni. La premialità deve quindi essere calcolata e utilizzata prendendo a riferimento il valore netto, al quale possono aggiungersi le superfici necessarie alla realizzazione degli interventi; non è legittimo ridurre il bonus netto includendovi automaticamente le parti comuni escluse dal computo della superficie utile netta. La motivazione del diniego, fondata sulla necessità di ricomprendere integralmente tali parti comuni nei 700 mc di premialità, è pertanto illegittima. Le spese sono poste a carico del Comune, liquidate in 4.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 86 l.p. Trento 4 marzo 2008, n. 1

    Al comma 3, le premialità possono consistere in ampliamenti di superficie utile netta (SUN) o nella riduzione del contributo di costruzione; al comma 4 è garantito lo scomputo dagli indici edilizi delle murature perimetrali, dei solai e di altri elementi costruttivi finalizzati al miglioramento energetico, anche in deroga alle altezze massime.

    La premialità edilizia è parametrata alla superficie utile netta e consente lo scomputo dagli indici degli elementi costruttivi energeticamente funzionali, con possibilità di deroga alle altezze massime.

  • art. 37 NTA del PRG del Comune di Trento

    Nelle zone edificate sature B1 non possono essere superati il volume fuori terra, la superficie coperta, l’altezza del fronte di 16,50 metri e i 5 piani fuori terra, salvo il ricorso alla premialità energetica nei limiti consentiti.

    Il volume fuori terra costituisce il parametro urbanistico rilevante per la zona B1 e deve essere computato secondo il criterio netto applicabile agli indici edilizi.

  • D.P.P. Trento 19 maggio 2017, n. 8-61/Leg, art. 3, comma 6, lett. n)

    La superficie utile netta è la superficie utile lorda diminuita dei muri perimetrali, dei vani scala e dei vani ascensore, compresi i relativi muri portanti, se costituiscono parti comuni.

    Gli elementi comuni indicati dalla norma non rientrano nella superficie utile netta e non possono determinare una riduzione del bonus netto.

  • D.P.P. Trento 19 maggio 2017, n. 8-61/Leg, art. 3, comma 6, lett. q)

    Il volume fuori terra è il volume urbanistico emergente dal piano di spiccato.

    Il volume fuori terra rilevante in zona B1 è quello urbanistico, calcolato secondo le regole provinciali.

  • D.P.P. Trento 19 maggio 2017, n. 8-61/Leg, art. 3, comma 6, lett. r)

    Il volume urbanistico è il volume complessivo dell’edificio, pari alla somma dei prodotti delle superfici utili nette dei singoli piani per le rispettive altezze utili.

    Il volume urbanistico è costruito sulla superficie utile netta dei singoli piani e non sul volume lordo comprensivo degli elementi esclusi.

  • Allegato 2 alla D.G.P. Trento n. 1531 del 25 giugno 2010, come modificato dalle D.G.P. n. 1427 del 1° luglio 2011 e n. 1553 del 26 luglio 2013

    Per i comuni i cui strumenti urbanistici prevedono un criterio di calcolo degli indici edilizi al netto delle strutture orizzontali e verticali, gli incrementi volumetrici sono calcolati sulla base del medesimo criterio di calcolo dell’indice edilizio netto.

    La premialità volumetrica deve essere determinata applicando il medesimo criterio netto previsto dallo strumento urbanistico, senza includere automaticamente strutture e parti comuni escluse dal parametro netto.

Massime di principio

  • Quando la disciplina urbanistica locale calcola gli indici edilizi secondo un criterio netto, la premialità volumetrica energetica deve essere determinata e utilizzata sulla base del medesimo criterio netto, non del volume lordo.
  • Gli elementi costruttivi e le parti comuni che la normativa edilizia esclude dalla superficie utile netta, quali muri perimetrali, vani scala e vani ascensore comuni, non possono essere automaticamente imputati alla quota di premialità volumetrica disponibile.
  • La deroga alle altezze massime consentita dalla disciplina sulla premialità energetica opera nei limiti e secondo il parametro edilizio cui la premialità è riferita; non è legittimo considerare come consumo del bonus netto ogni volume lordo che comprenda elementi esclusi dal parametro urbanistico netto.
  • In una zona urbanistica satura, il diniego di un permesso di costruire è illegittimo se fondato sull’inclusione nel bonus energetico di parti comuni che, secondo la disciplina provinciale e urbanistica applicabile, non concorrono alla determinazione del volume urbanistico o della superficie utile netta.
  • Nel giudizio amministrativo non è rilevante, ai fini della decisione, la documentazione relativa ad atti amministrativi successivi a quelli impugnati quando essa, pur riguardando la medesima questione, non incide sulla legittimità degli atti oggetto del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiDestinazioni d'uso e zone omogeneeAppello
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazioneOnere della prova e principio dispositivo

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