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Sentenza

Sentenza n. 9705/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’ottemperanza chiarimenti, ex art. 112, comma 5, c.p.a., rispetto all’esecuzione della sentenza n. 13537, pubblicata dall’intestato Tribunale in data 9.7.2025;

Giustizia amministrativa202400336

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: richiesta di chiarimenti del Commissario ad acta nominato per l’esecuzione della sentenza di ottemperanza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore in ottemperanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente aveva ottenuto, con la sentenza n. 7126/2024, la condanna del Ministero della Giustizia a dare esecuzione al decreto della Corte d’Appello di Roma del 12 febbraio 2020, relativo al pagamento di somme, con contestuale nomina di un Commissario ad acta. A seguito dell’inerzia del primo Commissario, il Tribunale ne aveva disposto la sostituzione con la sentenza n. 13537/2025; a fronte dell’inerzia anche del secondo Commissario, ne aveva disposto un’ulteriore sostituzione con la sentenza n. 3343/2026. Il nuovo Commissario ad acta ha chiesto chiarimenti perché la sentenza n. 13537/2025 indicava, quale titolo da eseguire, la sentenza n. 10253/2024, estranea alla vicenda. Il giudizio è stato quindi instaurato per chiarire il titolo giudiziale rilevante e correggere l’errore materiale contenuto nella precedente pronuncia.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che l’indicazione della "sentenza n. 10253/2024" contenuta nella sentenza n. 13537/2025 fosse un mero errore materiale, correggendola d’ufficio, ai sensi dell’art. 86 c.p.a., nella locuzione "sentenza n. 7126/2024". Ha quindi chiarito che il Commissario ad acta nominato con la sentenza n. 3343/2026 deve dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza n. 7126/2024, concernente l’obbligo del Ministero di eseguire il decreto della Corte d’Appello e corrispondere le somme dovute. Il Tribunale ha precisato che l’ottemperanza per chiarimenti e il procedimento di correzione dell’errore materiale non hanno natura contenziosa; di conseguenza, non ha disposto sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 5, c.p.a.

    per l’ottemperanza chiarimenti

    Consente al giudice dell’ottemperanza di fornire chiarimenti sulle modalità di esecuzione del giudicato.

  • art. 114, comma 6, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento del procedimento relativo all’inerzia del Commissario ad acta e alla sua sostituzione.

  • art. 86 c.p.a.

    Consente la correzione d’ufficio dell’errore materiale contenuto nella sentenza.

Massime di principio

  • Nell’ambito dell’ottemperanza, il giudice può fornire chiarimenti al Commissario ad acta sulle modalità di esecuzione del giudicato quando il contenuto della precedente pronuncia presenti un’indicazione ambigua o erronea del titolo da eseguire.
  • L’indicazione errata del numero di una sentenza, quando risulti da un mero errore materiale e il titolo effettivamente rilevante sia individuabile dal complessivo contenuto della vicenda processuale, può essere corretta d’ufficio ai sensi dell’art. 86 c.p.a., senza modificare la decisione sostanziale.
  • Il Commissario ad acta deve eseguire il giudicato individuato dal giudice dell’ottemperanza e, in caso di incertezza sul titolo o sulle modalità esecutive, può richiedere chiarimenti allo stesso giudice.
  • Il procedimento di ottemperanza per chiarimenti e il procedimento di correzione dell’errore materiale non hanno natura contenziosa e, per tale ragione, il giudice non è tenuto a statuire sulle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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