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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03824/2026 del 29/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso il decreto di confisca di prevenzione che aveva colpito beni immobili, mobili registrati e rapporti finanziari: i ricorrenti denunciavano violazione dell'art. 597 c.p.p. (limiti devolutivi dell'appello e divieto di reformatio in peius) e vizio di motivazione per fatto che la Corte d'appello, acquisendo d'ufficio una sentenza penale del 2019 non definitiva e valutando elementi non considerati in primo grado, avrebbe riconsiderato la pericolosità sociale del proposto trasformandola da generica a qualificata (con perimetrazione temporale 2008-2009), il tutto senza garantire pieno contraddittorio e superando la materia devoluta dall'appello. I terzi hanno inoltre lamentato di essere stati illegittimati a contestare la pericolosità, dovendo poter contestare solo la titolarità dei beni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che: 1) i terzi intestatari non possono, nel procedimento di confisca di prevenzione per beni ritenuti fittiziamente intestati, contestare i presupposti della misura (pericolosità, sproporzione, provenienza), potendo dedurre soltanto la reale titolarità dei beni (richiamando la pronuncia a Sezioni Unite Putignano, n. 30355/2025); 2) il giudice delle misure di prevenzione è legittimato a utilizzare elementi probatori anche tratti da procedimenti penali non definitivi e a riformulare la qualificazione della pericolosità (anche in senso più grave) purché gli elementi acquisiti siano sottoposti al contraddittorio e la motivazione sia adeguata; 3) nel caso concreto la Corte d'appello ha acquisito la sentenza del 2019 e ha rimesso la causa in ruolo consentendo l'intervento della difesa, ha limitato la pericolosità qualificata al periodo 2008-2009 e ha confermato la confisca per i beni residui (escludendo la confisca dell'appartamento in viale Moncada di proprietà di Maria Concetta Santoro). Pertanto i ricorsi sono stati dichiarati infondati e i ricorrenti condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 4, comma 1, lett. c) e lett. a)

    La pericolosità sociale può essere valutata come generica (lett. b) o qualificata (lett. a/lett. c) a seconda delle condotte e delle finalità; la confisca di prevenzione può essere ancorata sia alla pericolosità generica sia a quella qualificata, con correlazione temporale dei beni rispetto al periodo di manifestazione della pericolosità

  • codice di procedura penale

    Limita la devoluzione dell'appello e vieta che l'appello del solo imputato determini una riforma in peius della sua posizione salvo condizioni previste; nel procedimento di prevenzione la Corte ha ritenuto non violato l'articolo perché la riqualificazione della pericolosità è avvenuta nell'ambito del potere del giudice di prevenzione e dopo aver assicurato il contraddittorio

  • Sezioni Unite - Putignano

    Sez. U, n. 30355 del 27/03/2025 (Putignano)

    Il terzo intestatario di beni ritenuti fittiziamente intestati può configurare davanti alla Corte soltanto la propria effettiva titolarità dei beni confiscati e non è legittimato a contestare i presupposti applicativi della misura (pericolosità, sproporzione, provenienza), i quali sono deducibili solo dal proposto

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. U, n. 600 del 29/10/2009 (Galdieri) e Sez. 2, n. 26774 del 30/04/2013 (Chianese); Sez. 1, n. 6636 del 07/01/2016

    E' consentito al giudice delle misure di prevenzione di utilizzare elementi probatori e indiziari tratti da procedimenti penali, anche non definitivi, per la valutazione della pericolosità e per adottare una nuova valutazione o una misura più grave, purché la motivazione illustri perché tali elementi sono rilevanti per l'attuale pericolosità e sia garantito il contraddittorio

Massime di principio

  • Il terzo formalmente intestatario di beni confiscati come fittiziamente intestati può limitarsi a contestarne la titolarità effettiva; non può impugnare i presupposti di applicazione della misura (pericolosità, sproporzione), che spettano al proposto.
  • Il giudice delle misure di prevenzione può acquisire e valutare elementi provenienti da procedimenti penali, anche non definitivi, e riformulare la qualificazione della pericolosità (da generica a qualificata o viceversa), a condizione che gli elementi siano oggetto di motivazione e sottoposti a contraddittorio.
  • Per evitare censure per violazione del principio devolutivo e per reformatio in peius, la Corte d'appello che muta la qualificazione della pericolosità deve assicurare che le parti possano discutere i nuovi elementi acquisiti e che la motivazione renda conto della compatibilità tra periodo di pericolosità e correlazione dei beni confiscati.
  • La pericolosità qualificata comporta una valutazione più stretta e temporale: la confisca dei beni dev'essere logicamente riconducibile al periodo in cui la commissione di reati illeciti ha prodotto i profitti che giustificano l'ablazione.
  • La mera presenza di sentenze non definitive o procedimenti penali in corso non esclude automaticamente la possibilità per l'autorità di prevenzione di utilizzarne gli esiti indiziari; rileva invece che sia garantito un effettivo contraddittorio e una motivazione adeguata.

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