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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25915/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 25/01/2016 del Tribunale di Salerno che aveva rigettato l'istanza di sospensione o revoca dell'ingiunzione a demolire. La ricorrente deduceva tre motivi: 1) errata individuazione del giudice competente (sostiene che la competenza fosse del Tribunale di Nocera Inferiore anziché del Tribunale di Salerno); 2) eccesso di potere del giudice penale nell'esaminare questioni riservate all'autorità amministrativa, in presenza di una istanza di condono edilizio; 3) omissione nel considerare un sequestro sull'opera che avrebbe impedito l'esecuzione della demolizione entro il termine di 60 giorni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: 1) il primo motivo è infondato perché, secondo l'art. 8 d.lgs. n.14/2014 e l'art. 9 del d.lgs. n.155/2012 (commi 2‑bis e 2‑ter), la competenza per il procedimento esecutivo resta attribuita al giudice che ha emesso la sentenza di condanna; pertanto il Tribunale di Salerno era competente. 2) Il secondo motivo è infondato: la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione è ammessa solo se esistono atti amministrativi o provvedimenti giurisdizionali amministrativi assolutamente incompatibili con la demolizione o se vi è ragionevole probabilità che tali provvedimenti saranno emanati a breve sulla base di risultanze concrete; la semplice richiesta di sanatoria è inidonea quando le opere ricadono in zona paesaggisticamente vincolata ed è espressamente esclusa la sanatoria (art. 32, comma 27, lett. d) d.l. n.269/2003 conv. legge n.326/2003). 3) Il terzo motivo è generico e infondato perché la ricorrente non ha provato l'esistenza di un provvedimento cautelare (ha prodotto solo un decreto di citazione a giudizio). Conseguentemente il ricorso è inammissibile e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; richiamata anche la sentenza Corte cost. 13/6/2000 n.186.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n.14 del 2014

    Interviene a dirimere questioni di competenza connesse alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e conferma che, per il procedimento esecutivo, permane la regola che la competenza è del giudice che ha emanato il provvedimento esecutato

  • D.Lgs. n.155 del 2012

    art. 9, commi 2-bis e 2-ter

    I commi non hanno innovato la regola della competenza in materia di esecuzione: resta competente il giudice che ha emesso la sentenza oggetto di esecuzione

  • D.L. n.269 del 2003, convertito dalla L. n.326 del 2003

    art. 32, comma 27, lettera d)

    Esclude la possibilità di sanatoria per opere ricadenti in particolari zone vincolate paesaggisticamente; la mera presentazione di istanza di sanatoria non è base sufficiente per sospendere/revocare un ordine di demolizione

  • Codice di procedura penale

    Prevede l'onere delle spese del procedimento e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, salvo colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • Giurisprudenza

    Sez. 3, n. 55028/2018; Sez. 3, n. 46194/2021; Corte Cost. sent. 13/06/2000 n.186

    Richiami giurisprudenziali confermano i principi: sospensione/revoca dell'ordine di demolizione ammessa solo in presenza di atti amministrativi incompatibili o di concreta probabilità di provvedimenti a breve; la Corte costituzionale è richiamata in tema di oneri conseguenti all'inammissibilità

Massime di principio

  • La competenza per il procedimento esecutivo (es. ingiunzione a demolire) spetta al giudice che ha emesso la sentenza di condanna; spostamenti di circoscrizione non incidono automaticamente su tale competenza
  • La presentazione di una istanza di sanatoria, da sola, non giustifica la sospensione o revoca di un ordine di demolizione se le opere sono ricadenti in aree dove la legge esclude la possibilità di sanatoria (es. vincolo paesaggistico)
  • Per ottenere la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione è necessario dimostrare atti amministrativi o giurisdizionali amministrativi effettivamente incompatibili o l'esistenza di una ragionevole probabilità che tali atti saranno emanati a breve sulla base di elementi concreti
  • L'onere della prova circa l'esistenza di un provvedimento cautelare (sequestro, vincolo reale, ecc.) grava sulla parte che lo invoca; documenti generici o atti processuali non sostituiscono un provvedimento cautelare
  • In cassazione le eccezioni riproposte già decise in sede esecutiva possono essere considerate meramente defatigatorie se prive di nuovi elementi rilevanti; ciò può comportare l'inammissibilità del ricorso e sanzioni pecuniarie

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