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Sentenza

Sentenza n. 1498/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601275

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze comunali di demolizione relative a un piccolo locale ripostiglio, una volumetria destinata a ufficio, un varco di collegamento e una copertura in pvc

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato due ordinanze di demolizione con cui il Comune aveva contestato la realizzazione, in assenza di idoneo titolo edilizio, di alcune opere presso il complesso alberghiero. La ricorrente ha sostenuto che gli interventi fossero riconducibili all'edilizia libera oppure fossero privi di rilevanza urbanistico-edilizia e paesaggistica. In particolare, ha contestato la qualificazione del piccolo locale ripostiglio, del varco di collegamento e della copertura in pvc come opere suscettibili di demolizione ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. Nel corso del giudizio ha dichiarato di avere spontaneamente rimosso la volumetria destinata a ufficio, insistendo sulle restanti opere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse la domanda relativa alla volumetria destinata a ufficio, poiché la stessa era stata spontaneamente rimossa dalla ricorrente. Nel merito, ha accolto il ricorso per le residue opere. Quanto al manufatto oggetto dell'ordinanza n. 15/2026, ha rilevato che esso insisteva su una preesistente intercapedine di limitate dimensioni e che gli interventi riguardavano essenzialmente la sistemazione dell'accesso e la chiusura di un'apertura già esistente, senza creazione di nuovi volumi o incremento della superficie utile. Il varco di collegamento era funzionale al collegamento con un impianto elevatore già assentito e non comportava un'apprezzabile modifica della consistenza edilizia. La copertura in pvc presentava caratteristiche di leggerezza, amovibilità e limitata incidenza sul territorio, senza autonoma consistenza volumetrica né alterazione stabile dell'assetto dei luoghi. Per tali opere non risultavano quindi integrati i presupposti per l'esercizio del potere repressivo mediante demolizione previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001. Le ordinanze sono state annullate nei limiti indicati. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La demolizione è giustificata quando l'intervento abusivo costituisce nuova costruzione o determina una trasformazione urbanisticamente rilevante dello stato dei luoghi; non ricorrono tali presupposti per opere prive di nuova volumetria, prive di significativo incremento della superficie utile o leggere, amovibili e prive di stabile alterazione del territorio.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando, verificata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria e sentite le parti, la causa è matura per la decisione.

Massime di principio

  • Il potere demolitorio previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 presuppone un intervento qualificabile come nuova costruzione o comunque una trasformazione urbanisticamente rilevante dello stato dei luoghi; non può essere applicato, sulla base della sola contestazione dell'assenza di titolo edilizio, a opere che non creano nuovi volumi né incrementano in modo apprezzabile la superficie utile.
  • La sistemazione dell'accesso e la chiusura di un'apertura preesistente, realizzate su una preesistente intercapedine di limitate dimensioni e senza creazione di nuovo volume o aumento della superficie utile, non integrano, per tali caratteristiche, una trasformazione edilizia tale da giustificare l'ordine di demolizione.
  • Un varco di collegamento funzionale al raccordo con un impianto elevatore già assentito, se non determina un'apprezzabile modifica della consistenza edilizia del fabbricato, non costituisce intervento demolibile ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • Una copertura in pvc caratterizzata da leggerezza, amovibilità, limitata incidenza territoriale, assenza di autonoma consistenza volumetrica e mancata alterazione stabile dei luoghi non presenta, per tali caratteristiche, i presupposti per l'adozione dell'ordine di demolizione previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • La rimozione spontanea dell'opera contestata nel corso del giudizio determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sulla domanda di annullamento dell'ordine demolitorio relativo a quell'opera.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiDecisione e riti specialiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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