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Sentenza

Sentenza del 23/09/2019 n. 87 - Comm. Trib. Prov. Rieti

Processo Tributario - Costituzione in giudizio - Agenzia entrate-Riscossione - Incarico ad avvocato del libero foro - Nullità - Non sussiste - Chiamato all'eredità - Impugnabilità dell'estratto di ruolo - Illegittimità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato l’estratto di ruolo, presumibilmente sostenendo l’illegittimità della pretesa tributaria e/o della costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite un avvocato del libero foro. La sentenza ha escluso che tale modalità di rappresentanza comporti nullità, poiché l’Agenzia può avvalersi dell’Avvocatura dello Stato, di avvocati del libero foro oppure, nei casi previsti, di propri dipendenti delegati. Tuttavia, il chiamato all’eredità non è ancora erede e non è tenuto a rispondere dei debiti tributari del defunto; pertanto, non può impugnare l’estratto di ruolo sulla base di un debito che solo eventualmente potrebbe incidere sulla sua futura sfera patrimoniale.

La decisione

La contestazione relativa alla rappresentanza dell’Agenzia tramite avvocato del libero foro è stata ritenuta infondata: tale incarico non determina nullità della costituzione in giudizio. È stata invece ritenuta illegittima l’impugnazione dell’estratto di ruolo proposta dal chiamato all’eredità, per carenza di un’attuale e concreta legittimazione o interesse, non essendo egli ancora obbligato a pagare i debiti tributari del de cuius. Il ricorso è quindi risultato soccombente.

Norme richiamate

  • Art. 43 del R.D. n. 1611/1933

    L’Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e difesa degli enti autorizzati, fatte salve le ipotesi previste dalla legge e le diverse modalità convenzionali.

    L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può utilizzare il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, ma può anche conferire incarichi ad avvocati del libero foro quando ciò sia consentito dalla disciplina applicabile e dalle convenzioni.

  • Art. 1, comma 8, del D.L. n. 193/2016

    La disposizione disciplina l’organizzazione e la rappresentanza processuale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, consentendole di avvalersi, nei casi previsti, di avvocati del libero foro.

  • Art. 1 e art. 4-novies del D.L. n. 58/2019

    Le disposizioni richiamate confermano il quadro normativo relativo alla rappresentanza e difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

  • Art. 11 del D.Lgs. n. 546/1992

    La norma riguarda la capacità processuale e la rappresentanza nel processo tributario; nel caso concreto non è stata ravvisata una nullità per il conferimento dell’incarico a un avvocato del libero foro.

Massime di principio

  • L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non è necessariamente tenuta a farsi rappresentare dall’Avvocatura dello Stato: l’incarico a un avvocato del libero foro non determina automaticamente la nullità della costituzione in giudizio.
  • La legittimazione a impugnare un estratto di ruolo richiede un interesse attuale, concreto e giuridicamente rilevante; non è sufficiente una possibile futura incidenza del debito sul patrimonio del ricorrente.
  • Il semplice chiamato all’eredità non risponde ancora dei debiti del defunto, perché acquista la qualità di erede soltanto con l’accettazione; di conseguenza, di regola non può contestare debiti tributari del de cuius in assenza di un’attuale lesione dei propri diritti.
  • Prima di impugnare un atto riferito al defunto occorre verificare la qualità successoria effettivamente assunta, l’esistenza di un atto lesivo e la concreta attualità dell’interesse ad agire.

Testo integrale

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