Cassazione Penale, Sentenza n. 28508/2024 del 16/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo di un'area di proprietà della Gatto & Volpe s.r.l. (Borreca in qualità di indagato e Camele come amministratore pro tempore). I motivi principali: (1) censura della decisione del giudice di appello di non valutare la nuova perizia tecnica e la documentazione prodotte in appello ritenendole novum non ammissibile; (2) doglianza sulla violazione dell'art. 10 L.1150/1942, sostenendo che il piano regolatore generale non ha imposto un vincolo assoluto monumentale/archeologico/paesaggistico sull'area e che il vincolo "a verde pubblico" ha natura espropriativa (non conformativa) e sarebbe quindi decaduto dopo il quinquennio dalla sua apposizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Borreca Tony per carenza di legittimazione (non essendo egli il soggetto legittimato alla restituzione della res) e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Quanto al ricorso proposto da Camele Maurizio, la Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: ha affermato che, nel giudizio d'appello cautelare contro provvedimenti di sequestro preventivo, è ammissibile la produzione di nuovi elementi probatori (novità) purché rientrino nel principio di devoluzione e sia garantito il contraddittorio; per ciò ha annullato l'ordinanza impugnata nei confronti della società Gatto & Volpe s.r.l. e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Lagonegro (art. 324, comma 5, c.p.p.).
Norme richiamate
D.L. 137/2020, art. 23, comma 8
art. 23 comma 8 D.L. 137/2020
Richiama la disciplina procedurale con cui è stato definito il ricorso; utilizzato quale riferimento formale nella trattazione del ricorso stesso.
L. 1150/1942, art. 10
art. 10 della L.1150/1942
La questione relativa alla corretta interpretazione del piano regolatore e dei vincoli urbanistici è stata sollevata dai ricorrenti come motivo di impugnazione, richiedendo la valutazione documentale dell'intero iter di approvazione del PRG; la Corte di Cassazione non ha deciso nel merito ma ha ravvisato la necessità di nuova valutazione in sede di rinvio.
Codice di procedura penale, art. 310
Riferimento alla disciplina del giudizio d'appello cautelare; la Corte ha richiamato che, nel rispetto dei termini e del contraddittorio, in appello possono essere prodotti elementi probatori nuovi purché rientrino nel devolutum.
Codice di procedura penale, art. 127
Richiamato con riferimento ai termini e alle modalità del giudizio cautelare in appello; contribuisce a delimitare l'ambito entro cui possono essere ammesse le prove nuove.
Codice di procedura penale, art. 324, comma 5
art. 324, comma 5, cod. proc. pen.
Norma richiamata per designare la competenza del giudice davanti al quale procedere dopo l'annullamento: la Corte ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Lagonegro, competente ai sensi di tale disposizione.
Giurisprudenza - Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza del 30/11/2023)
Le Sezioni Unite hanno affermato la legittimità della produzione di elementi probatori nuovi in appello cautelare contro provvedimenti di sequestro, a condizione che si rispetti il principio di devoluzione e il contraddittorio; principio applicato dalla Corte nel presente caso.
Massime di principio
- Nel giudizio d'appello cautelare avverso provvedimenti di sequestro preventivo è ammissibile la produzione di "novità" (perizie e documenti nuovi), purché tali elementi rientrino nell'ambito del devolutum (ossia siano pertinenti ai motivi di gravame) e sia assicurato il contraddittorio tra le parti.
- La legittimazione a impugnare misure cautelari reali (sequestro) spetta al soggetto concretamente interessato alla restituzione della res: chi agisce solo nella qualità di indagato senza titolo attuale sulla cosa può essere dichiarato privo di interesse e vedersi il ricorso dichiarato inammissibile con conseguenti sanzioni.
- La contestazione dei vincoli urbanistici/paesaggistici impone l'esame dell'intero iter e dei documenti del piano regolatore e degli atti di approvazione: la semplice affermazione dell'esistenza di un vincolo non può sostituire la valutazione documentale e storica degli atti.
- Se il giudice di merito esclude erroneamente prova o documentazione ammissibile in appello, la Corte di Cassazione può annullare l'atto e disporre il rinvio per un nuovo esame, onde consentire la piena valutazione del materiale probatorio nel rispetto del contraddittorio.
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