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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17057/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per grave indiziato di concorso nell'omicidio premeditato di Luciano Martello. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 192 e 273 c.p.p., contestando la valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: sosteneva che alcune dichiarazioni fossero non individualizzanti e/o di "relato", prive di fonte primaria accessibile, che mancassero riscontri certi sull'identificazione dell'indagato con lo pseudonimo "Angioletto", che vi fosse circolarità informativa tra le dichiarazioni e che non fossero svolti gli accertamenti necessari sulla fonte indiretta; in sostanza impugnava la sufficienza e l'autonomia delle prove dichiarative utilizzate dal Tribunale del riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente valutato la credibilità soggettiva e l'attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori (uno per conoscenza diretta, gli altri de relato), nonché la convergenza e i riscontri reciproci tra i racconti. Ha considerato decisiva la confessione extragiudiziale dell'indagato a Franco Bruzzese e i riscontri forniti da Gennaro Bruni e Daniele Lamanna, escludendo il vizio di circolarità e riconoscendo l'autonomia genetica delle chiamate de relato. Ha inoltre chiarito che l'inutilizzabilità della dichiarazione de relato ai sensi dell'art. 195 c.p.p. opera solo se la parte abbia richiesto e il giudice non abbia disposto l'audizione della fonte diretta reperibile; in assenza di tale richiesta non sussiste l'inutilizzabilità. La Corte ha confermato che l'accompagnamento in auto è apporto concorsuale apprezzabile. Condanna alle spese processuali e pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    Disciplina il sindacato del Tribunale nell'esame dell'ordinanza di misura cautelare; qui ricordato per motivare l'ambito di controllo esercitato dal Tribunale del riesame nella conferma della misura.

  • art. 192 c.p.p.

    Regole di valutazione delle prove dichiarative: la Corte ha richiamato i criteri (credibilità soggettiva, attendibilità del narrato, spontaneità, precisione, completezza, costanza) che il giudice deve applicare nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori.

  • art. 195 c.p.p.

    Norma sull'audizione della fonte diretta delle dichiarazioni di terzi. La Corte interpreta che l'inutilizzabilità della dichiarazione de relato deriva esclusivamente dall'inosservanza dell'obbligo disposto dal comma 1 quando la parte abbia chiesto l'audizione della fonte diretta reperibile e il giudice non l'abbia disposta; in assenza di una tale richiesta l'eccezione di inutilizzabilità non può essere automaticamente fondata.

  • art. 210 c.p.p.

    Rilevato come riferimento per i procedimenti connessi: la disciplina dell'art. 195 trova applicazione quando la fonte diretta è coinvolta in un procedimento connesso ai sensi dell'art. 210.

  • art. 197-bis c.p.p.

    Richiamato per distinguere i casi in cui la fonte diretta è un testimone assistito; in tali ipotesi opera la disciplina che limita l'utilizzabilità delle dichiarazioni di relata.

  • art. 616 c.p.p.

    Fornisce la base per la condanna del ricorrente alle spese processuali a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • art. 94, comma i-ter, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per gli adempimenti della cancelleria relativi alle comunicazioni e registrazioni successivamente alla decisione.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia vanno valutate secondo i criteri di credibilità soggettiva e attendibilità del narrato (spontaneità, precisione, completezza, costanza) e possono essere valorizzate anche se in parte de relato, purché vi siano riscontri e convergenze che ne garantiscano l'affidabilità.
  • La dichiarazione de relato non è automaticamente inutilizzabile: l'inutilizzabilità ai sensi dell'art. 195 c.p.p. si verifica quando la parte richiede l'audizione della fonte diretta reperibile e il giudice, obbligatoriamente, non la dispone; l'assenza di una richiesta della parte esclude l'inutilizzabilità per questo motivo.
  • Per evitare vizio di circolarità, le chiamate de relato devono dimostrare autonomia genetica tra loro (derivare da fonti dirette diverse) e convergere su circostanze rilevanti: la mera sovrapposizione di contenuti non basta se non è supportata da fonti indipendenti.
  • La confessione extragiudiziale dell'indagato (resa a terzi) può assumere valore probatorio se valutata con i criteri previsti per le prove dichiarative e se ricompresa in un quadro di riscontri convergenti.
  • Per riconoscere il concorso nel delitto non è necessario che il partecipante abbia sparato: un comportamento esteriore che offra un contributo apprezzabile (es. guidare e mettere a disposizione il veicolo) è sufficiente per la responsabilità concorrente.
  • In sede di impugnazione, l'assenza di doglianze formali o dell'esplicita richiesta di audizione della fonte diretta può indebolire le censure sulle prove dichiarative e comportare l'inammissibilità del ricorso con condanna alle spese e sanzioni pecuniarie in caso di impugnazioni ritenute irrituali o infondate.

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