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Ordinanza

Ordinanza n. 1913/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del provvedimento di diniego della domanda di visto d'ingresso per motivi di studio inerente alla preiscrizione universitaria recante ID 521802, prot. n. 1354 del 15 settembre 2025, pratica 20250002563, notificato il 10 ottobre 2025, emesso dal Consolato d'Italia di Karachi; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 31.12.2025: - provvedimento di conferma del Consolato d'Italia di Karachi recante n. 2259 del 12/12/2025, inerente al diniego della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio inerente alla preiscrizione universitaria recante ID 521802, prot. n. 1354 del 15 settembre 2025, pratica 20250002563, notificato il 10 ottobre 2025, emesso dal Consolato d'Italia di Karachi; nonché avverso: - il sotteso provvedimento di diniego della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio inerente alla preiscrizione universitaria recante ID 521802, prot. n. 1354 del 15 settembre 2025, pratica 20250002563, notificato il 10 ottobre 2025, emesso dal Consolato d'Italia di Karachi, oggetto del ricorso pentente innanzi al TAR Lazio-Roma, R.G. n. 12718/2025; - tutti gli atti preordinati, presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi in quanto lesivi degli interessi della ricorrente. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 22.1.2026: - secondo provvedimento di conferma del Consolato d’Italia di Karachi recante n. 3 del 2/1/2026, inerente al sotteso diniego della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio inerente alla preiscrizione universitaria recante ID 521802, prot. n. 1354 del 15 settembre 2025, pratica 20250002563, notificato il 10 ottobre 2025, emesso dal Consolato d’Italia di Karachi; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 21.2.2026: - terzo provvedimento di conferma del diniego della domanda di visto d’ingresso per motivi di studio inerente alla preiscrizione universitaria recante ID 521802, recante prot. n. 235 del 5/2/2026, emesso dal Consolato Generale d’Italia di Karachi, depositato in data 5 febbraio 2026 nel procedimento pendente innanzi al TAR Lazio-Roma, R.G. n. 12718/2025;

Giustizia amministrativa202512718

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, reiteratamente confermato dal Consolato d'Italia o dal Consolato Generale d'Italia di Karachi in sede di riesame

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego della domanda di visto d'ingresso per motivi di studio collegata a una preiscrizione universitaria, proponendo successivi motivi aggiunti contro i provvedimenti di conferma adottati dal Consolato d'Italia di Karachi e contro il provvedimento sottostante. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia degli atti. Dal testo emerge che l'amministrazione ha fondato il diniego sul contesto economico della richiedente, ritenuto non idoneo a sostenere gli studi all'estero, sull'incertezza della provenienza delle somme presenti sul conto corrente e sulla loro insufficienza rispetto al progetto di studi in Italia, nonché sullo scarso rendimento scolastico, dal quale è stato desunto un elevato rischio migratorio. Il testo non specifica ulteriori vizi di legittimità dedotti dalla ricorrente.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per assenza del fumus boni iuris. Nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto emergente la completezza dell'istruttoria amministrativa, anche perché il provvedimento era stato sottoposto a reiterata valutazione e ad ampio approfondimento in sede di riesame. Il Collegio ha inoltre ritenuto non adeguati il contesto economico della richiedente, la provenienza delle somme sul conto corrente e la disponibilità economica necessaria a sostenere il progetto di studi in Italia; ha considerato altresì rilevante lo scarso rendimento scolastico, associato a un elevato rischio migratorio. Non è stata ravvisata, in questa fase, una ragione per sospendere gli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il diniego è stato motivato, in concreto, dall'assenza del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice può negare la sospensione di un diniego di visto per motivi di studio quando, all'esito dell'esame sommario, risulti completa l'istruttoria amministrativa e non emergano profili sufficienti di illegittimità.
  • La reiterata valutazione dell'istanza e l'ampio riesame amministrativo possono concorrere a escludere, nella fase cautelare, il fumus di carenze istruttorie o motivazionali del diniego.
  • Ai fini della valutazione di una domanda di visto per motivi di studio, possono assumere rilievo la provenienza e l'adeguatezza delle risorse economiche destinate al mantenimento all'estero, nonché il rendimento scolastico e il conseguente rischio migratorio, purché tali elementi siano esaminati nell'ambito di un'istruttoria completa.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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