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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15153/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva respinto il riesame sul decreto di sequestro preventivo (27/04/2023) avente ad oggetto circa 156.000 euro ritenuti provento di autoriciclaggio. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione perché il Tribunale avrebbe esteso il sequestro a somme eccedenti il profitto del reato (sostiene che somme utilizzate per spese personali non integrano autoriciclaggio ai sensi dell'art. 648-ter), avrebbe in realtà applicato una confisca per sproporzione ex art. 240-bis con riferimento a reati diversi (falso, art. 453), e avrebbe omesso la motivazione sul periculum in mora richiesto per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.1 c.p.p.) e non per meri vizi di motivazione. Ha confermato la legittimità dell'utilizzo della confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis, osservando che la richiesta di sequestro e il decreto di sequestro richiamavano tale previsione, che la confisca per sproporzione può colpire somme anche se acquisite in epoca diversa dal reato entro criteri di ragionevolezza temporale, e che il ricorrente non ha fornito prova della lecita provenienza delle somme. Il motivo relativo al periculum in mora è inammissibile per essere stato non sollevato in sede di riesame. Il ricorrente è condannato alle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-ter codice penale (autoriciclaggio)

    Il ricorrente invocava l'esenzione per l'uso personale di somme di illecita provenienza; la Corte rileva che la contestazione dell'autoriciclaggio costituisce reato-spia che legittima misure cautelari sui beni ritenuti sproporzionati e che i profitti in denaro sono soggetti a confisca diretta senza necessità di nesso materiale tra singola somma e reato

  • art. 240-bis codice penale (confisca per sproporzione)

    La Corte conferma che la confisca per sproporzione può essere invocata e disposta anche in sede cautelare quando ricorra il fumus per un reato-spia (qui l'autoriciclaggio) e vi siano indizi di sproporzione tra patrimonio e redditi leciti; il requisito della pertinenzialità rispetto al reato non è richiesto e l'acquisizione anteriore dei beni non esclude la misura se sussiste ragionevolezza temporale

  • art. 321 comma 2 codice di procedura penale

    Rilevato dal ricorrente per la necessità di motivare il periculum in mora nelle misure cautelari finalizzate alla confisca; la Corte osserva che il ricorrente non ha dedotto il periculum in mora in sede di riesame, rendendo inammissibile la censura ora proposta

  • art. 325 comma 1 codice di procedura penale

    Norma che limita il ricorso per cassazione contro le ordinanze di riesame alle sole violazioni di legge; la Corte la applica per dichiarare inammissibile il ricorso dedotto come vizio di motivazione

  • art. 606 comma 1 lett. e) codice di procedura penale

    Richiamato per spiegare che i meri vizi di motivazione (censure di merito) non costituiscono motivo idoneo in cassazione per le ordinanze di riesame

  • art. 453 codice penale (falso)

    Citato dal ricorrente quale reato diverso a cui il Tribunale avrebbe fatto riferimento; la Corte nota che la confisca per sproporzione non richiede che il reato spia sia l'esatto reato indicato dal ricorrente, purché sussista fumus per uno dei reati previsti

  • art. 12-sexies D.L. 8 giugno 1992 n. 306 (poi art. 240-bis cod. pen.)

    Riferimento storico-normativo: la Corte richiama la giurisprudenza che interpreta la disposizione relativa alla confisca per sproporzione e i relativi presupposti (sproporzione e mancata giustificazione della provenienza)

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammissibile soltanto per violazione di legge; censure di merito o vizi logici della motivazione spesso sono improcedibili in questa sede
  • La confisca per sproporzione (art. 240-bis) può essere utilizzata anche in sede cautelare se emergono fumus del reato-spia e indizi di sproporzione patrimoniale, e non richiede la pertinenzialità del bene rispetto al reato
  • Quando il profitto del reato è denaro depositato su conto, la confisca diretta delle somme disponibili è possibile senza provare il nesso materiale tra ciascuna banconota e l'illecito
  • La prova della lecita provenienza delle somme grava sul resistente/indagato: l'assenza di adeguata giustificazione rende più difficile la tutela cautelare contro il sequestro
  • Le contestazioni relative al periculum in mora devono essere sollevate nelle fasi processuali pertinenti (es. nel riesame); non introdurle prima della cassazione può rendere inammissibile la doglianza in Cassazione
  • La temporalità dell'accumulazione patrimoniale va valutata con ragionevolezza: beni acquisiti in epoca non eccessivamente antecedente al reato possono comunque essere oggetto di confisca per sproporzione

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